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Intervista su “Repubblica Roma” Di Cola (Cgil): «Ora va garantita la sicurezza dei lavori Basta gare al ribasso»

Intervista al Segretario Generale della Cgil di Roma e Lazio, Natale Di Cola, su “la Repubblica Roma” di M.D.G.C

Mentre la città si riempie di cantieri per il Giubileo e le ditte sono all’opera anche per realizzare i progetti del Pnrr, il Comune va avanti anche sui lavori da portare a termine nei prossimi anni nei diversi quartieri della Capitale. Altri cantieri dunque. Il rischio, secondo il segretario generale della Cgil Roma e Lazio Natale Di Cola, è che un “sovraffollamento” di interventi porti a una scarsa qualità del lavoro e a fenomeni di sfruttamento. Per questo «è necessario estendere agli appalti pubblici e non, il protocollo firmato per il Giubileo da Comune, sindacati e costruttori che supera le gare al massimo ribasso e i subappalti a cascata».

Segretario, le ditte faticano a trovare personale, i lavori però tra Giubileo, Pnrr e altri interventi sono molti. Quali sono i rischi?

«A mancare è l’organizzazione del lavoro. Il settore edile ha vissuto un forte impulso occupazionale ma il sistema delle imprese ha difficoltà nella programmazione. In tanti casi si è assistito all’accaparramento di più lavori senza avere un numero di addetti congruo. Il risultato è stato l’aumento dei carichi di lavoro e l’immissione di personale senza alcuna competenza, spesso migrante, mettendo a rischio la salute e la sicurezza. Eppure esistono gli strumenti di settore per formare, specializzare e professionalizzare il personale, la vera domanda è perché non vi si ricorra in modo strutturale per superare il mismatch e creare occupazione di qualità».

Più in generale: è il sistema della gara a ribasso che innesca questa spirale non virtuosa?

«Il massimo ribasso danneggia sia le lavoratrici e i lavoratori, che la qualità stessa delle opere. È evidente che se per fare uno stesso lavoro un’azienda propone un’offerta ribassata anche del 30% o del 40% quel risparmio si scarica sulla qualità dei materiali di costruzione e sulle condizioni di lavoro. Superare la logica del massimo ribasso è una leva importante a cui bisogna necessariamente affiancare il superamento del subappalto a cascata, che crea tante zone d’ombra in cui non ci sono diritti e colpisce le aziende sane del settore».

Quali soluzioni proponete?

«A Roma, a fine novembre, abbiamo firmato un importante protocollo sulle opere del Giubileo con il Commissario Gualtieri con cui la Capitale si dota di uno strumento con cui “fare presto e fare bene” è possibile superando il dumping contrattuale, escludendo il subappalto a cascata e dando centralità alla formazione e alla sicurezza nei cantieri. Ora va attuato ed esteso non solo agli altri appalti pubblici, i suoi contenuti devono vivere anche nei cantieri privati e coinvolgere anche gli altri settori, non solo quello edile. Per fare un esempio concreto: il protocollo prevede l’introduzione del badge di cantiere, uno strumento con cui si sa chi lavora in un determinato cantiere ed è subordinato alle certificazioni formative degli enti bilaterali. Così si contrasta sia il lavoro sommerso e si rimette al centro la salute e la sicurezza di chi lavora».

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