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Imprese, Cgil: ancora lontani dai livelli del 2019, avviare confronto

In queste ore leggiamo che il Lazio e la Capitale sono leader del paese per il tasso di crescita delle imprese, rispettivamente con l’1,59 per cento e l’1,91 per cento rispetto una media nazionale dello 0,7 per cento. È quanto si legge in una nota della Cgil di Roma e del Lazio.
“Il 2023 si è chiuso con 601.413 imprese registrate nel Lazio e 444.687 a Roma. La realtà è che la Capitale e il Lazio – spiega il sindacato – faticano a riemergere dallo shock della pandemia rispetto alle altre aree del paese. Il numero d’imprese da solo non basta per raccontare come sta l’economia e il tessuto produttivo del territorio, incidono i settori, le dimensioni, il valore aggiunto, la qualità e la quantità dell’occupazione che creano. Diversi studi, tra cui quelli della Banca d’Italia, evidenziano che nel Lazio e in modo particolare su Roma, più che in altre zone del Paese, sono dilagate imprese che creano occupazione in settori scarsamente qualificati e retribuiti”.

“Basterebbe soltanto questo elemento per essere più cauti. Anche per questa ragione – prosegue ancora la Cgil di Roma e Lazio – è utile ricordare che, prima della pandemia, nel 2019, nel Lazio le imprese registrate erano 662.514 e nella provincia di Roma 503.362: all’appello mancano il 9,6 per cento delle imprese del Lazio e l’11,6 per cento di quelle romane. Nel frattempo la Lombardia e Milano chiudono il 2023 con un numero maggiore di imprese registrate rispetto al 2019. Nei fatti siamo ancora ben lontani dal parlare di crescita e rilancio dell’economia regionale e romana. Per non disperdere questo primo timido segnale di recupero, ci aspettiamo l’avvio di un confronto con le parti sociali per rilanciare e cambiare il modello di sviluppo del nostro territorio”, conclude il sindacato.

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