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Sanita: Cgil, Regione Lazio apra tavolo con organizzazioni sindacali

Leggiamo in queste ore diverse agenzie del presidente della Giunta regionale e dei capigruppo del centrodestra che ci lasciano perplessi. Così, in una nota, la Cgil e la Fp di Roma e del Lazio. “Negli anni – continua la nota – abbiamo sempre sostenuto che per potenziare il Servizio Sanitario Regionale fosse prioritario investire sul pubblico, con assunzioni ed investimenti su strutture e tecnologie, compresa una vera digitalizzazione. Lo testimoniano i tanti comunicati e le tante iniziative che abbiamo prodotto, senza fare sconti ad alcuna amministrazione. In questo 2023 ci spiace constatare che la Giunta Rocca ha continuato, invece, ad ampliare le risorse destinate ai privati senza dare risposte vere sul servizio erogato dalle strutture pubbliche. Per mascherare ciò si danno numeri sensazionalistici come le decantate 3.900 assunzioni, senza però spiegare che in questo numero sono ricomprese anche la stabilizzazione di chi già lavorava da precario nel Servizio Sanitario Regionale e, soprattutto, senza dire che le assunzioni fatte non coprono neanche interamente le tantissime cessazioni che si stanno avendo, sia nel comparto che nella dirigenza, tra personale che va in quiescenza e personale, che fugge da condizioni di lavoro sempre più insostenibili”, spiega il sindacato.

“Ricordiamo che, dati ufficiali della Regione, – prosegue la Cgil e la Fp di Roma e del Lazio – nelle 600 assunzioni annunciate a novembre, solo 277 erano effettivamente nuove assunzioni, il resto erano stabilizzazioni. La Giunta Rocca non dice che secondo i dati ufficiali dell’Agenas il Lazio, prima di arrivare al tetto di spesa per il personale, potrebbe investire ben 335 milioni di euro in ulteriori assunzioni, allo stesso tempo non chiarisce perché, per decongestionare i Pronti soccorso del quadrante Est della capitale si spendono soldi pubblici per acquistare posti letto dai privati su territori come Velletri o Montecompatri. Purtroppo la tragedia di Tivoli ha solo accelerato il collasso già preannunciato del Servizio Sanitario Regionale, con beneficio solo di una imprenditoria privata che sta diventando predominante all’interno del panorama laziale. Chiediamo che la Regione apra, urgentemente, un tavolo di discussione unitario con comparto e dirigenza sulle strategie di investimento, programmazione assunzionale e rilancio del Servizio Pubblico, accettando anche le critiche costruttive delle organizzazioni sindacali senza ogni volta chiudersi nel fortino demagogico della strumentalizzazione politica. Non si può più perdere tempo, siamo, oramai, oltre il codice rosso”.

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