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Sanità: Cgil e Fp Cgil, rafforzare gli organici nei pronto soccorso del Lazio

Nei pronto soccorso del Lazio “il 17 per cento delle persone finisce in attesa. Questa è la fotografia dei dati in tempo reale sulla capacità di risposta del servizio sanitario regionale, che rischia di degenerare dopo l’incendio dell’ospedale di Tivoli che ha privato un’intero quadrante della provincia romana di un importante presidio sanitario”. Così, in una nota, la Cgil e la Fp Cgil di Roma e del Lazio.

“Il quadro è tutt’altro che positivo – continua la nota -. Negli anni sono lievitati i tempi di attesa per le cittadine e cittadini che si rivolgono ai pronto soccorso per tutte le tipologie di codice, incluso quello rosso, per effetto del calo del personale e l’aumento dei carichi di lavoro. Servono ancora almeno 10mila nuove assunzioni nei prossimi due anni per superare quanto perso con il blocco del turn over, legato al commissariamento, e dare continuità ai percorsi di assunzioni e stabilizzazioni ripresi negli ultimi anni. Adesso, dopo quello che è accaduto a Tivoli e con la stagione influenzale ancora agli inizi, il timore è che la qualità del servizio e del lavoro possa peggiorare con attese più lunghe e personale ancora più sotto pressione nei pronto soccorso e con ripercussioni negative anche per i tempi di attesa e reazione delle ambulanze. Regione Lazio e aziende sanitarie devono impegnarsi a rafforzare gli organici dei pronto soccorso e aprire il confronto sulle azioni da mettere in campo per affrontare questa fase di emergenza ed evitare che sempre più persone rinuncino alle cure o siano costrette a rivolgersi ai privati”.

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