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Sanità: Cgil, meno richieste esami diagnostici ma cresce percentuale prestazioni non erogate nei tempi

Diminuiscono le richieste di esami diagnostici e aumenta la percentuale di prestazioni non erogate nei tempi. È quanto emerge dal monitoraggio dei tempi di attesa per gli esami diagnostici con priorità B, da effettuare entro 10 giorni. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio.

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“A fronte di oltre 40mila prenotazioni in meno nei primi tre trimestri del 2023 rispetto al periodo equivalente del 2022 – continua la nota – la percentuale di prestazioni effettuate nei tempi diminuisce del 21,1 per cento nel primo trimestre 2023, del 17,4 per cento nel secondo trimestre 2023 e dell’11,8 per cento nel terzo trimestre 2023 rispetto ai trimestri equivalenti del 2022. Se nel primo trimestre del 2022 nel Lazio l’83,6 per cento delle prestazioni venivano effettuate nei tempi, nel terzo del 2023 si è arrivati al 65,6 per cento.

Dati che evidenziano il più totale immobilismo della Regione Lazio e del Presidente Rocca, che si è tenuto la delega alla sanità, sull’abbattimento dei tempi di tempi di attesa. Serve un serio cambio di passo affinché nel Lazio sia garantito il diritto alla salute e il pieno accesso alle cure. Per farlo occorrono ingenti investimenti sugli organici e sulle strutture e la Nadef del Governo non ci aiuterà ad andare in questa direzione. Lo diremo anche alla manifestazione di domani, per l’attuazione della Costituzione, che Rocca farebbe bene ad ascoltare perché le scelte del Governo metteranno in ginocchio il Lazio”, conclude il sindacato

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