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Dati statistici su infortuni e malattie professionali al 31 agosto 2023

Da sempre il Dipartimento Salute e sicurezza sul lavoro della CGIL di Roma e del Lazio considera la conoscenza dei dati statistici relativi a infortuni e malattie professionali elemento indispensabile per una corretta conduzione della propria attività.  Sapere qual è l’andamento generale del fenomeno e conoscerne i dettagli (in quali settori si concentrano gli infortuni, quali sono le patologie legate al lavoro svolto, quali sono le categorie di lavoratrici e lavoratori maggiormente colpiti) costituisce l’ABC per indirizzare correttamente la propria attività.

A partire da questa newsletter la CGIL di Roma e del Lazio intende condividere queste informazioni con le nostre iscritte e i nostri iscritti e in primo luogo le Rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori per la sicurezza (così come definiti dal Dlgs 81/08) per fornire un ulteriore elemento utile allo svolgimento del proprio ruolo.

I dati che utilizziamo sono quelli dell’INAIL e riguardano le sole persone occupate assicurate (quindi sfugge tutto il mondo del sommerso), ma sono in ogni caso fondamentali per avere una visione realistica del fenomeno infortunistico e delle malattie professionali.

Si tratta di dati che richiedono una certa cautela (soprattutto nel confronto fra periodi diversi e soprattutto nell’anno non ancora concluso). Anche se questi dati restituiscono un ordine di grandezza affidabile, occorre tenere conto di due aspetti:

  • Gli infortuni (soprattutto con esito mortale) possono essere soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” (vedi periodo COVID) e dei tempi di trattazione delle pratiche.
  • Le malattie professionali, in questo caso con la complicazione del lento insorgere di molte patologie, in alcuni casi nell’arco di anni (si pensi alle patologie asbesto correlate o a quelle legate al Radon che manifestano delle evidenze anche nel giro di un paio di decenni) risentono non di rado della ritrosia da parte di chi lavora ad essere denunciate o perché si sottovaluta il problema o per timore di perdere l’occupazione al seguito di una conclamata inidoneità.

I dati infortuni e tecnopatie gennaio – agosto 23 su analogo 22

Ciò premesso, nel Lazio, nel periodo compreso tra gennaio e agosto del 2023 si registra, rispetto allo stesso periodo del  2022, un decremento delle denunce di infortunio (-31%), una costanza degli infortuni mortali (soprattutto a Roma) e una crescita delle denunce di malattie professionali (+ 18%). Ma attenzione: i dati vanno sempre letti non solo per ciò che dicono apertamente, ma anche per ciò che “suggeriscono”.

Una prima considerazione su questa diminuzione suggerirebbe che l’effetto distorsivo delle denunce per contagio di Covid – 19 (che, ricordiamo, per alcuni comparti era assimilato ad infortunio) stia scomparendo (riportando quindi il livello degli infortuni al periodo “pre-Covid”): un indizio di ciò si potrebbe trovare nella forte diminuzione (- 73%) di denunce nel settore della sanità e dell’assistenza sociale, in prima linea durante la pandemia.

Però riflettiamo sull’altro dato: dobbiamo infatti notare che se c’è un decremento degli infortuni in occasione di lavoro, c’è un incremento dei casi in itinere.

Il dato divergente tra itinere e occasione di lavoro, unitamente alla costanza dei casi di morte (in entrambe i casi si tratta di situazioni impossibili da nascondere), farebbe pensare ad una tendenza in forte aumento di “mancate denunce” di infortunio.

Analizzando i dati per settori merceologici e ricordando che sono dati relativi all’occasione di lavoro (che come ricordiamo registra una diminuzione delle denunce diversamente dall’itinere, che vede una crescita) osserviamo che qualcosa i dati ci raccontano.

Infatti le denunce si mantengono inalterate nel settore delle costruzioni, mentre in quello della logistica e dei trasporti (che in passato avevano registrato sempre alte incidenze di denunce – qui dentro ricadono ad esempio i rider) abbiamo una brusca diminuzione (- 62%) ma un numero consistente di decessi (8 rispetto ai 3 del 2022).

Il sospetto è che in alcuni settori, nei quali il rapporto di lavoro è tendenzialmente più debole spingano ad una resistenza rispetto alla denuncia di infortunio.

Ulteriori osservazioni riguardano il profilo di chi denuncia: quanto ad origine, vediamo che la diminuzione riguarda soprattutto gli italiani e in parte altri UE, ma non gli extra comunitari, le cui denunce hanno un leggero incremento. In termini di genere diminuiscono di più le denunce fatte dagli uomini rispetto a quelle delle donne.

Un dato sorprendente riguarda l’età: le denunce crescono fra i giovanissimi. Parliamo essenzialmente delle fasce in PCTO (alternanza scuola lavoro) e marginalmente in apprendistato.

Da ultimo, per le malattie professionali osserviamo un incremento generalizzato su tutto il territorio della Regione: aumento che riguarda maggiormente le donne rispetto agli uomini. Sappiamo, per esperienza diretta, che la tendenza ormai è quella di non ricorrere al riconoscimento della tecnopatia per il rischio di incorrere nella perdita del proprio lavoro a causa di sopraggiunta inidoneità.

Fra le tecnopatie continuano a prevalere fortemente quelle relative all’ambito muscolo scheletrico (oltre il 70% delle malattie), ma cominciano ad affacciarsi, con basse percentuali, altre patologie: quelle auricolari e del sistema nervoso oltre ad alcuni casi di neoplasie.

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