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Lazio: Cgil Roma, proposta di legge su festa figli è discriminatoria, sia ritirata

La proposta di legge regionale riguardante l’istituzione della festa regionale dei figli “contiene elementi fortemente discriminatori”.
Lo dichiara la Cgil di Roma e del Lazio, che in una nota spiega: “In merito alla proposta di Legge Regionale n46 del 18/07/2023 riguardante l’istituzione della Festa regionale dei figli, che prevede il conferimento, in base al merito, di una borsa di studio o di un voucher per un corso di formazione professionale, abbiamo inviato le nostre osservazioni ai componenti della I Commissione Permanente della Regione Lazio.
La proposta di legge – continua la nota – contiene elementi fortemente discriminatori a partire dalla definizione degli eventuali figli meritevoli di essere premiati, ossia solo quelli di coppie sposate escludendo figlie e figli di coppie di altra natura. Una definizione retrograda rispetto alla società e contraria anche alla normativa, ricordiamo che l’assegno unico universale figli viene erogato indipendente dal tipo di rapporto dei genitori. Discriminatorio è anche il concetto di merito a cui viene vincolato il premio, che prescinde dalla condizione reddituale o di effettiva necessità delle famiglie, una condizione che in un contesto fortemente caratterizzato dalle disuguaglianze economiche e sociali non può essere ignorato.

Crediamo quindi, anche in virtù dell’esiguo stanziamento economico previsto dalla legge, che sia il caso di fare un passo indietro e concentrarsi su iniziative più serie e sui problemi delle cittadine e i cittadini del Lazio: facciamo notare che l’attuale immobilismo della Regione Lazio sta causando l’aumento dell’Irpef e l’aumento dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie”, conclude la Cgil di Roma e del Lazio. (Com)

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