Close

Autonomia differenziata: Cgil Roma Lazio, preoccupazione per esito della discussione del Consiglio regionale

“Esprimiamo profonda preoccupazione per l’esito della discussione del Consiglio Regionale del Lazio sulla mozione con cui si chiedeva di esprimere un parere contrario all’eventuale approvazione del disegno di legge del ministro Roberto Calderoli, definita prematura quando, in realtà, il momento di aprire una discussione è arrivato da tempo e si è già in ritardo.” Lo scrive il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Natale Di Cola in una lettera indirizzata al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca.

LEGGI LA LETTERA

“Quanto definito nel DDL n.615, anche denominato Calderoli in tema di attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a Statuto ordinario, dovrebbe essere motivo di apprensione per Lei e l’intero Consiglio Regionale del Lazio anche in considerazione della Sua denuncia rispetto la mancanza di risorse della Regione Lazio, che rendono ancora più incomprensibile la decisione di non affrontare il tema – continua Di Cola -. Il primo elemento sul quale vogliamo invitarLa a riflettere è su come una maggiore attribuzione di autonomia legislativa e finanziaria metta fortemente in discussione la prima parte della nostra Costituzione e in particolare l’articolo 3 che nel primo capoverso, sottolinea come tutti i cittadini abbiano pari dignità sociale senza distinzione di condizioni personali e sociali. Il Ddl Calderoli non rispecchierebbe infatti, a nostro modo di vedere, il principio di universalità ma rischierebbe di innescare un processo di allargamento e approfondimento dei divari sociali e territoriali, peraltro già molto importanti nella nostra Regione, come da noi già denunciato. Il ridisegno dell’articolazione delle politiche pubbliche fra i diversi livelli di Governo avrebbe infatti effetti potenzialmente significativi su livello, efficienza ed efficacia dei servizi pubblici locali”.

“La presunta definizione preventiva dei Lep per alcune materie oggetto del disegno, che dovrebbero garantire livelli minimi di servizio uguali per tutti, non pensiamo possa essere una misura adeguata e sufficiente. La stessa infatti, essendo legata alla spesa storica, andrebbe di fatto a cristallizzare una condizione che già di per se è per le nostre cittadine e i nostri cittadini difficoltosa e carente. Per la sanità non si giungerebbe nemmeno alla definizione dei suddetti Lep perché in materia guiderebbero i Lea, dei quali abbiamo già conosciuto tutti i loro limiti. Per l’istruzione, inoltre, si arriverebbe alla negazione del diritto allo studio in modo eguale su tutto il territorio nazionale e degli istituti contrattuali previsti dalla contrattazione collettiva nazionale per il personale scolastico. Egualmente, tale si situazione, si andrebbe a riproporre su tutte le materie, di cui, a titolo esemplificativo, Le abbiamo esposto le prospettive negative per due importanti servizi pubblici”. “Le chiediamo dunque – conclude Di Cola – di parteciparci la Sua posizione per poter intervenire e rappresentare i bisogni e le esigenze delle cittadine e dei cittadini di Roma e del Lazio con l’obiettivo di fermare sul nascere un tale disegno ingiusto, divisivo, sbagliato. Riteniamo che in una fase difficile come quella che stiamo vivendo le priorità debbano essere altre : il lavoro di qualità, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, la condizione della sanità e della mobilità anche alla luce degli investimenti legati a Pnrr e Giubileo”.

Related Posts

Prenota ora!