Close

Rifiuti, Cgil: piano presentato guarda al passato e sceglie strada opposta rispetto alle altre Capitali Europee

La presentazione del piano dei rifiuti di Roma Capitale “conferma purtroppo la scelta strategica del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, di collocare Roma fuori dal circuito delle Capitali europee che stanno investendo sull’economia circolare”. Lo dichiara, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio. “Capitali europee che stanno collaborando progettualmente attraverso la piattaforma Urban iniative actions e partecipando ad altre iniziative di cooperazione e ricerca comuni mediate e sostenute dalla Comunità europea – spiega la Cgil -. Londra, Amsterdam, Parigi, Oslo, Berlino, Glasgow e altre 30 città europee stanno producendo in queste settimane piani e strategie che programmano l’uscita progressiva dal sistema degli inceneritori e delle discariche con progetti che coniugano interventi organici su rifiuti, energia, acqua e mobilità, progetti coerenti con il piano europeo del Green deal, sviluppati coinvolgendo a livello municipale università, centri di ricerca, società civile, per innestare sul tessuto cittadino elementi continui e progressivi di innovazione sociale, occupazionale, tecnologica e produttiva basati sull’economia circolare”.

“Roma – prosegue la Cgil di Roma e del Lazio – con il piano dei rifiuti presentato ieri, sceglie la strada opposta rispetto alle altre capitali europee e con la scelta del termovalorizzatore si colloca tecnologicamente 30 anni indietro nel tempo. Insistiamo: non esistono inceneritori di ultima generazione, come purtroppo continua ad affermare erroneamente il sindaco, asserzione che si configura come una vera e propria fake news tecnologica. Le previsioni sulla riciclabilità delle ceneri sono esageratamente ottimistiche e fuori dagli standard reali. L’inceneritore resta un impianto clima alterante, che produce danni all’equilibrio climatico ambientale del territorio tant’è che l’Europa ha deciso di anticipare la tassazione sulle emissioni e di non finanziare più la costruzione degli inceneritori. Nel resto del mondo (ad eccezione dei paesi del cosiddetto terzo e quarto mondo) analogo trend: gli inceneritori si chiudono, perfino negli Stati Uniti, patria degli inceneritori, ne sono stati chiusi, negli ultimi 16 anni, ben 31. Il sistema sperimentale di cattura e stoccaggio della Co2 cui accenna il sindaco, e che dovrebbe essere accoppiato all’inceneritore per evitare le multe europee, sta purtroppo presentando problemi negli impianti sperimentali in tutto il mondo per via dei costi proibitivi di costruzione e gestione ed è una strategia già in via di abbandono in alcuni impianti anche per la difficoltà a trovare idonei siti sotterranei di stoccaggio”.

“Il Piano – aggiunge la Cgil Roma e Lazio – punta su un sistema di trattamento smaltimento dei rifiuti organici (biodigestori e frazioni secche) basati principalmente su mega impianti ad alto impatto territoriale che scaricheranno su poche aree urbane il peso dei rifiuti di Roma e che anche a causa del gigantismo incontreranno pesanti opposizioni da parte dei cittadini residenti in quelle aree. Il Piano conferma un quadro generale della raccolta stradale dei rifiuti e del primo trattamento della differenziata conservativo e tendenzialmente organizzato intorno allo schema in vigore da oltre 25 anni, con cassonetti stradali e isole ecologiche/centri di raccolta. Questo condannerà Roma a restare sporca e maleodorante per i prossimi anni”. “L’approccio al sistema di raccolta e trattamento dei materiali – prosegue la Cgil – è anch’esso di tipo sostanzialmente conservativo, rimane in continuità con il passato e non prefigura i processi a valle del trattamento quali il riciclo, riuso e rigenerazione delle materie prime seconde su cui potrebbero nascere interessanti volumi occupazionali e su cui la Comunità europea si avvia a costruire un mercato strutturato di forniture industriali. E’ assente, dopo un anno di consigliatura e già due consigli di amministrazione cambiati (in perfetta media, coerenza e continuità con il metodo della giunta Raggi), ogni riferimento a un piano di investimenti e rilancio dell’azienda Ama, in cui è sparito ogni riferimento alla riduzione della Tari”.

“Il Piano – sottolinea la Cgil regionale – non contiene alcuna previsione di crescita occupazionale e produttiva del settore dell’economia circolare, contrariamente a quanto sta avvenendo in tutte le altre città europee. Nel piano del sindaco Gualtieri è insita una sostanziale rinuncia a gestire e governare gli sviluppi dell’economia circolare per creare un sistema che possa funzionare a lungo termine per l’economia, la società e l’ambiente. Da ultimo, ma non per ultimo, il sindaco svela purtroppo la volontà politica di non mantenere gli impegni più volte espressi pubblicamente, anche in consiglio comunale, ossia di avviare una fase di ampio ascolto e dialogo con la città e le parti sociali, attenendosi solo ed esclusivamente agli obblighi di legge imposti dalla procedura Vas. In conclusione, il Piano dei rifiuti di Roma Capitale si rivela arcaico tecnologicamente, sulle cui scelte impiantistiche malate di gigantismo pesano in modo evidente interessi finanziari di specifiche lobbies nazionali. Un Piano vecchio nell’impostazione delle fasi di raccolta e primo trattamento, un piano che ignora gli sviluppi del Green Deal europeo e dell’economia circolare urbana, che trascura e tralascia ogni impegno a costruire nuova occupazione e nuovi settori produttivi e commerciali di derivazione della produzione circolare, che nei prossimi 4/5 anni continuerà a ‘nascondere’ i rifiuti di Roma presso gli impianti del nord-Italia esattamente come avviene oggi, che rinvia gli obiettivi di crescita della raccolta differenziata al 2030 e 2035 ignorando gli impegni elettorali che prevedevano target specifici nel 2025 e 2026. Un Piano, insomma – conclude la Cgil di Roma e del Lazio – che mira principalmente a liberare di responsabilità questa consiliatura”.

Related Posts

Prenota ora!