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Trasporti. Roma, Cgil e Filt: gestione unica per rilancio mobilità

“Apprendiamo dagli organi di stampa la notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati di una pletora di dirigenti apicali di Atac per bancarotta concordataria. Questa notizia, se confermata, proverebbe quanto da noi denunciato in questi anni, senza alcun riscontro, in tutte le sedi opportune circa l’operato dei vari manager che si sono susseguiti alla guida della più grande società partecipata d’Italia e responsabili degli evidenti pessimi risultati in fatto di servizio offerto alla cittadinanza e gestione del personale”.

Così, in una nota, la Cgil e la Filt Cgil di Roma e del Lazio. “Questi fatti giudiziari – continua la nota – non devono essere tuttavia il pretesto per quanti vogliono far naufragare l’ambizioso progetto di un trasporto pubblico che dia un servizio efficiente e di qualità alla cittadinanza, gestito da una grande e solida azienda pubblica. Progetto che noi abbiamo sempre sostenuto e di cui troviamo straordinari e virtuosi esempi non solo europei ma anche italiani. Occorre invece puntare i riflettori contro quei soggetti che si sono resi responsabili direttamente o indirettamente delle inefficienze e dei reati che hanno coinvolto il trasporto pubblico locale nella Capitale. Siamo sempre più convinti che l’unica soluzione per il rilancio del tpl romano sia istituire al più presto una gestione unica, una joint venture, una sinergia concreta fra i tre attori che compongono la mobilità della Regione Lazio: unire, in sostanza, in un unico soggetto industriale Atac, Cotral e Ferrovie dello Stato. Solo così potremo rilanciare concretamente una realtà pubblica che prenda definitivamente le distanze da quanto di profondamente sbagliato si è fatto negli ultimi vent’anni, determinando così una profonda rivoluzione e un rinnovamento del management di primo e di secondo livello, unici responsabili, insieme all’incapacità della politica romana e alla mancanza di una visione del trasporto pubblico locale della proprietà comunale, dell’attuale precaria situazione. Un bene pubblico così cruciale e di tale portata deve tornare a essere centrale, fungendo da traino per la mobilità regionale e sviluppando un modello sostenibile e funzionale di trasporto delle persone adatto ai tempi di vita e di lavoro dei cittadini. Atac è un bene comune, la più grande azienda pubblica da preservare per la cittadinanza e per tutto il mondo del lavoro che sono gli unici soggetti incolpevoli e che da troppo tempo subiscono i disastri causati dalle malagestioni. Come sindacato siamo pronti a fare la nostra parte, disponibili a confrontarci con la Giunta per un grande progetto di rilancio del trasporto pubblico locale, cambiando le priorità, partendo dai reali bisogni dei cittadini adeguando la rete ai mutamenti sociali e urbanistici di questi decenni. Roma ha la grande opportunità di affermarsi come metropoli moderna partendo proprio dalla mobilità, dal trasporto di persone e merci e mettendo al centro del progetto i cittadini e i lavoratori, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle persone che vivono, lavorano, visitano e amano questa città”.

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