Roma Multiservizi, Cgil, Cisl e Uil: fallimento Raggi, come Roma Metropolitane

Roma Multiservizi “e’ un’altra Roma Metropolitane”. Non usano mezzi i termini i sindacati confederali e di categoria, che stamattina hanno riunito rappresentanti, lavoratori e giornalisti in una conferenza stampa sotto la sede in via Tiburtina dell’azienda municipalizzata di secondo livello del Campidoglio, a cui ha assistito anche il consigliere capitolino del Pd, Orlando Corsetti.

Nello stesso momento il cda della societa’ – convocato dall’amministrazione comunale per lunedi’ mattina – si e’ riunito per discutere la lettera di diffida del dg comunale Franco Giampaoletti a procedere ad atti unilaterali, leggasi l’annunciata procedura di mobilita’ e licenziamento collettivo per 3.500 lavoratori: unico atto prodotto per ora il via libera per il pagamento del 9% residuo della retribuzione dei dipendenti, dopo averne corrisposto prima il 70% e poi un altro 21% dopo la reprimenda del Campidoglio. L’azienda, pero’, ha rifiutato il confronto con i sindacati.

Per Michele Azzola, segretario della Cgil Roma e Lazio, “siamo di fronte all’ennesimo fallimento della Giunta Raggi, che rinunciando all’internalizzazione del servizio si e’ avventurata in una gara a doppio oggetto piena di ricorsi e contenziosi che porta solo al braccio di ferro tra Comune e azienda, e in mezzo ci vanno i lavoratori. Questa strategia deve cambiare, ma soprattutto deve cambiare il principale responsabile, l’assessore al Bilancio e alle Partecipate, Gianni Lemmetti. Domani alle 10 saremo in piazza sotto il Campidoglio per manifestare la voglia di cambiare da parte della citta’ e la necessita’ di rilanciare i servizi fondamentali garantiti dalle aziende”.

Per Natale Di Cola, membro della segreteria della Cgil di Roma e Lazio, infatti, “questo e’ uno dei 3-4 punti nodali di una vertenza piu’ ampia. Abbiamo sfiducia nei loro confronti, l’amministrazione non puo’ scegliersi gli interlocutori. La riduzione dello stipendio e’ un’umiliazione per i lavoratori, anche la comunicazione del pagamento del restante 9% e’ un tentativo di disinnescare lo sciopero ma non funzionera’: Roma Multiservizi e’ un’altra Roma Metropolitane, come Ama e Atac, il sindacato confederale si muove allo stesso modo. Noi non facciamo procurato allarme, facciamo il sindacato: se qualcuno ha allarmato la citta’ sono loro”. Dopo tutto questo, ha concluso Di Cola, “per noi la gara a doppio oggetto non esiste piu’, cosa altro deve accadere per far loro capire che e’ una scelta sbagliata?”.

Secondo Carlo Costantini, segretario della Cisl di Roma Capitale e Rieti, “la dichiarazione di 3.500 esuberi fatta ieri e’ uno spot incredibile per lo sciopero, dovremmo farli iscrivere al sindacato. Roma Multiservizi ora e’ alla pari con il problema delle altre partecipate, diventando drammaticamente attuale. Il Comune non riesce a gestire le partecipate, e che lo faccia scientemente o meno tutto questo non puo’ piu’ andare avanti. Domani non faremo uno sciopero contro qualcuno, ma a favore di Roma che ha bisogno dei servizi essenziali”.

La gestione di Multiservizi, ha sottolineato Alberto Civica, segretario generale della Uil di Roma e Lazio, “e’ un’altra perla di questa amministrazione, uno degli impegni di Raggi in campagna elettorale che era portato come esempio di internalizzazione dei servizi. Un impegno che appena insediata la Giunta ha iniziato a disattendere, nonostante la dichiarazione stampa congiunta iniziale di trasformazione in azienda di primo livello. Subito dopo- ha ricordato Civica- si sono avventurati in una gara a doppio oggetto che avevamo avvertito dall’inizio che sarebbe stata fonte di un contenzioso infinito, loro non hanno sentito nessuno, sono andati avanti e ora non sanno come uscirne. Saranno costretti all’ennesima proroga, strada su cui denunciavano la nostra connivenza quando la percorrevano le altre amministrazioni, e loro ne hanno gia’ fatte sei. Ora basta, tutto questo non possono pagarlo i lavoratori”, ha concluso il sindacalista della Uil.

24 ottobre 2019