Roma Metropolitane, Cgil, Cisl e Uil: il 1° ottobre 2019 la messa in liquidazione. Un anno sprecato

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“Esattamente un anno fa, il 1 ottobre 2019, il presidio pacifico dei lavoratori di Roma Metropolitane è stato sfondato per consegnare un atto inutile e perfino dannoso: la messa in liquidazione della società. Un atto di forza che non ha prodotto niente. Un anno perso, sprecato. La giunta Raggi ha condannato alla liquidazione, senza nessun motivo sensato, l’azienda partecipata da Roma Capitale che mette a punto progetti per le nuove linee di metropolitana e per la martoriata Linea C e anche per i corridoi della mobilità e per i parcheggi di scambio, ovvero per uno dei settori più importanti e più problematici per la vita dei cittadini romani e dei pendolari”. Lo dicono la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl di Roma Capitale Rieti e la Uil del Lazio insieme alle rispettive categorie dei trasporti.

“Oggi, a distanza di un anno, dopo la chiusura dovuta al Covid-19, torna ad aumentare la necessità di spostarsi ed è sempre più evidente che avevamo ragione noi: i bilanci non sono stati approvati e i consulenti sono aumentati. Con loro, le relative spese per centinaia di migliaia di euro. Intanto il liquidatore è già andato a ricoprire altri incarichi ed è stato sostituito, ma manca una vera guida e i progetti vanno avanti solo per la buona volontà del personale. Nel frattempo il contratto di servizio scadrà a fine anno e non è chiaro come potrà essere rinnovato, dato che la società è in liquidazione”.

“Abbiamo proposto tutte le soluzioni possibili e avremmo fatto, come sempre, la nostra parte, a patto che ci fosse un confronto serio senza precondizioni. Si poteva discutere di progetti, di sinergie con altre società per ridistribuire il personale, di riduzione dei costi e di tanti altri temi a patto che ci fosse un rilancio di una società tanto importante per l’intera collettività. Nulla di tutto questo”.

“Da lì è ripartita la mobilitazione per tutte le partecipate di Roma e contro le politiche miopi portate avanti da Raggi, Lemmetti e Giampaoletti che hanno portato solo a disastri, fallimenti, aumenti di spese e precarietà. Un anno fatto di niente, quattro anni di immobilismo, un bilancio disastroso”.

Continueremo le nostre battaglie, forti delle nostre ragioni, per difendere i diritti dei lavoratori, per la buona occupazione, per garantire un livello adeguato di servizi a tutti i cittadini“.

1 ottobre 2020