ROMA. CGIL ACCUSA CAMPIDOGLIO: SEMBRA VOGLIA LIQUIDARE AMA, ECCO COME.

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“CON BILANCI 2017 E 2018 IN ROSSO E SENZA PAGAMENTO 104 MLN FATTURE” (Ag. DIRE) Roma, 18 ott. – “Sembra che l`obiettivo di Roma Capitale sia davvero portare Ama al capolinea, fare in modo che sia troppo tardi per salvarla. Non avere piu` gli strumenti normativi perche` si e` arrivati troppo tardi”. Natale Di Cola, dal 2012 al 2019 segretario della Funzione Pubblica della Cgil di Roma e del Lazio e ora segretario regionale della Cgil di Roma e Lazio, non usa giri di parole e in un`intervista all`agenzia Dire spiega la concatenazione di eventi che sta portando l`Ama lentamente verso la liquidazione e che il Campidoglio, suo socio unico, “non sta facendo nulla per fermare”.

“Forse non siamo solo di fronte a immobilismo e incapacita` di assumersi le proprie responsabilita`- ha spiegato Di Cola – Forse siamo davvero di fronte a un progetto occulto e questi anni persi, passati a indebolire, far perdere valore e mandare in rosso Ama sono solo la preparazione di qualcosa di ben piu` grave”. Ma come si arriverebbe alla liquidazione della municipalizzata dei rifiuti, che da` lavoro a circa 7.800 persone? “L`ultimo bilancio dell`azienda che fa fede e` quello del 2016 e vede un patrimonio netto di 271 milioni di euro. Il progetto di bilancio 2017 del cda dimissionario prevedeva una perdita di 136 milioni che farebbe passare il patrimonio a 135 milioni. Inoltre il Campidoglio, che dopo oltre un mese ancora non fa pervenire la relazione della Ragioneria generale sullo stato della riconciliazione crediti/debiti col dipartimento Partecipate e quindi con Ama, nel caso di specie, ha gia` comunicato che non intende riconoscere i 18,3 milioni di euro per gli extraservizi cimiteriali, e cosi` il patrimonio dell`azienda passa a poco piu` di 117 milioni”.

Ma non e` finita “perche` per il 2018 il vecchio cda prevedeva un`altra perdita di 60 milioni, per ulteriori svalutazioni crediti Tari, perdita di valore del tmb Salario distrutto dall`incendio del dicembre scorso e costi di bonifica. Se anche questo rosso venisse certificato dal bilancio il patrimonio netto scenderebbe a meno di 60 milioni”, circa 57. Poi si arriva al 2019 “che potrebbe chiudere in sostanziale pareggio se il Campidoglio riconoscera` ad Ama nella tariffa i 15 milioni di euro di extracosti sostenuti per l`invio fuori Regione dei rifiuti”. E allora perche` Ama corre il serio rischio della liquidazione? “Perche` ci sono 104 milioni di euro di due fatture relative al contratto di servizio del 2014 che l`Ama reclama, come si legge anche nella lettera di dimissioni del vecchio cda”.

Secondo la Ragioneria Capitolina quei soldi sarebbero stati pagati ma per i vecchi amministratori si tratterebbe di un errore contabile, perche` il Campidoglio avrebbe portato a compensazione riversamenti Tari che Ama non avrebbe mai fatto e quindi sostanzialmente quei soldi non li ha mai presi. Se la Ragioneria continuasse a non volere riconoscere quei soldi, che secondo il cda presieduto da Luisa Melara sono “certi, liquidi ed esigibili” allora “anche li` si aprirebbe un fronte di contrasto come accaduto con i 18 milioni di crediti cimiteriali, che ha visto diverse volte il socio non presentarsi in assemblea per l`approvazione del bilancio, l`azienda non potrebbe esimersi dal rappresentare nel bilancio il rischio di non incassare quei soldi e di conseguenza il patrimonio verrebbe svalutato fino ad andare sotto lo zero e il bilancio chiuderebbe di nuovo in rosso”.

Con tre bilanci in perdita “la legge Madia impedisce al socio di ricostituire il patrimonio e si andrebbe alla liquidazione. Tutto quello che sta succedendo da due anni, con la pretesa di obbedienza da parte dei manager e la visione padronale sulle societa` partecipate, che ha prodotto danni enormi al patrimonio pubblico, e` fuori dalle logiche democratiche ed estraneo alla tutela del patrimonio pubblico.Perche` le partecipate sono dei romani, non della politica”, incalza Di Cola. Per questo, conclude il sindacalista, “risuona come un allarme il comunicato di Ama sull`approvazione entro l`anno del bilancio consuntivo 2017. Non capiamo cosa ci sia di tranquillizzante.Siamo nel 2019 e, se la cosa non e` chiara a tutti, si avvicina il terzo esercizio in negativo. Il 2020 e` dietro l`angolo”. Tra una settimana esatta i sindacati saranno in piazza: “Lo sciopero del 25 ottobre per salvare il sistema delle partecipate diventa ogni giorno piu` importante per fermare questa follia: Roma non si liquida”.