Spi Cgil: Periferie romane, quale futuro?

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Si è parlato di periferie romane, di disuguaglianze e di come il sindacato possa agire sul territorio migliorando i propri servizi nel seminario “Le nostre periferie. Per un intervento sindacale sul territorio” tenutosi stamattina presso la sede della Cgil regionale di via Buonarroti 12 e organizzato dallo Spi Cgil di Roma e del Lazio.

 

Intervista al Prof. Salvatore Monni, docente presso il Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi Roma Tre e tra gli ispiratori e curatori del blog #mapparoma

Scarica le slides presentate dal Prof. Monni:
#mapparoma. Un blog sulle disuguaglianze di Roma >>>

 

Intervista ad Alessandra Romano, segretaria organizzativa dello Spi Cgil di Roma e del Lazio

Scarica le slides presentate nella relazione di apertura del convegno da Alessandra Romano:
I colori di Roma. Lo Spi a Roma>>>



Di seguito alcuni dei passaggi più significativi delle conclusioni di Michele Azzola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio.

“Se c’è una cosa che ci dovrebbe far riflettere quando parliamo di periferie – ha detto il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola – è il tema delle opportunità. Si stanno rubando opportunità a intere generazioni. Chi nasce in un quartiere periferico ha buone probabilità di non combinare nulla nella sua vita. Quante capacità e competenze perdiamo solo perché non arriviamo a conoscere queste persone, solo perché è loro negata l’opportunità di riuscire?”.

Nelle periferie tutto diventa sempre più complicato, il tasso di scolarità è molto basso, sono dati da dopoguerra. E mentre noi siamo qui a interrogarci su questi problemi, la sindaca Raggi manifesta insieme ai tassisti…non mi sembra la priorità in questo momento. Tra l’altro stiamo parlando della stessa persona che in campagna elettorale ribadiva la necessità di intervenire sulle periferie. Questa è una città che si occupa di tematiche lontanissime dai bisogni reali della gente, basti pensare alla discussione sullo stadio della Roma. L’idea di dove la Capitale debba andare è totalmente assente nel dibattito politico“.

“E intanto si va allargando il divario tra chi ha e chi non ha, tra le persone cui un’opportunità è concessa e quelle cui invece è negata. Credo che l’unica organizzazione in grado di invertire questo trend sia proprio la nostra, perché fuori c’è il vuoto”.

“La sfida che lancia oggi il sindacato dei pensionati e che dobbiamo raccogliere è quella di provare a conciliare azione individuale e azione politica, mettere a frutto le nostre competenze, la nostra capacità di parlare alla città rendendo più efficienti i nostri servizi. Dobbiamo riconquistare la fiducia della gente che ha visto anche il sindacato arretrare negli ultimi anni. Noi lo possiamo fare e sogno un giorno in cui avremo un sindaco che si occuperà non della rivolta dei tassisti ma di come offrire un’opportunità a chi l’ha persa o non l’ha mai avuta. In caso contrario temo che lo scollamento tra istituzioni e i cittadini romani non potrà che aumentare”.

 

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