Mese del PRIDE, Uffici Nuovi diritti Cgil Lazio e Nazionale: “orgogliosi tutto l’anno”

“Si è appena concluso quello che comunemente viene chiamato il mese dell’orgoglio LGBTQI+, meglio conosciuto come il mese del Pride. Oggi, 1 luglio, abbiamo deciso di ribadire che siamo orgogliose e orgogliosi tutti i giorni dell’anno. Così come vale per ciascuno/a di noi il diritto di ognuno e ognuna a essere felice, a prescindere dal proprio orientamento sessuale e identità di genere, nella sfera privata come in quella lavorativa, anche il diritto a non essere vittima di alcuna discriminazione inclusa quella di vedersi limitata la libertà di autodeterminarsi è sempre inviolabile”. Lo dicono l’Ufficio Nuovi Diritti CGIL di Roma e del Lazio e l’Ufficio Nuovi Diritti CGIL nazionale.
“Rinunciare a sfilare con i nostri vessilli, alla parata annuale del Roma Pride, rinunciare a stare gomito a gomito al fianco della comunità LGBTQI+ insieme alle cittadine e ai cittadini che in migliaia attraversano ogni anno come una marea colorata e gioiosa il centro della Capitale, non è stata cosa semplice. Fin da subito però abbiamo condiviso appieno la scelta degli organizzatori di non mettere a rischio la salute di tutte le persone che lì avrebbero voluto stare: l’emergenza sanitaria dovuta al COVID-19 ha imposto e tuttora impone comportamenti rispettosi del distanziamento fisico e di protezione individuale che difficilmente avremmo potuto mettere in pratica in una manifestazione come il Pride, che della vicinanza, dell’incontro dei corpi e della condivisione dello spazio è espressione”.
“E allora abbiamo partecipato a webinar, a campagne mediatiche, Pride virtuali nel tentativo di restare vicini, anche se fisicamente distanti, a tutte le persone che durante il lockdown si sono sentite ancor più invisibili agli occhi degli altri. Pensiamo alle famiglie omogenitoriali che si son viste negare il diritto alla fruizione dei congedi parentali ordinari e straordinari da parte dell’INPS rispetto alla seconda figura genitoriale. Pensiamo alle/ai sex worker, che si sono rivolte/i a noi per chiedere aiuto per beni di prima necessità, avendo avuto, come qualsiasi “lavoratore al nero”, un fermo di tre mesi e oltre e che il più delle volte non hanno avuto accesso a nessun “bonus” governativo o del comune. Pensiamo alle persone che avevano intrapreso un percorso di transizione e che durante l’emergenza sanitaria, hanno avuto difficoltà a essere seguite come previsto”.
“Non poter sfilare all’edizione 2020 del Roma Pride, ci è costato molto, ma sono tante le ragioni per cui essere “orgogliosi” tutti i giorni dell’anno, continuando a svolgere il nostro ruolo, per tornare ancora più numerosi e festosi al Roma Pride 2021.
1 luglio 2020