Industria: Iovino, segretario della Cgil Lazio, stagnazione economica perdurante. Nel Lazio occorrono interventi strutturali

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“Domani, in occasione della giornata di sciopero nazionale dei metalmeccanici, la Cgil di Roma e del Lazio sfilerà al fianco dei lavoratori con una propria delegazione alla manifestazione che si svolgerà a Napoli, in contemporanea con quella di Firenze e di Milano, per sostenere le legittime rivendicazioni del settore e chiedere al governo e alle imprese un cambio di passo e politiche che parlino di lavoro, salari, sicurezza e diritti”. Così, in una nota, Roberto Iovino, segretario della Cgil di Roma e del Lazio.

“Le scelte dell’esecutivo in materia, in un momento di forte contrazione della produzione industriale e in mancanza di investimenti adeguati, – continua – rischiano infatti di incidere su un quadro economico e sociale già fortemente compromesso. I recenti dati dell’Istat sulla produzione industriale confermano per Roma e per il Lazio la perdurante stagnazione economica del settore industriale in corso da 10 anni, con interi settori ormai in sconfinamento nella crisi produttiva come automotive e industria alimentare. I dati del Lazio sull’occupazione (il 56,6 per cento dei contratti cessati nel 2018 aveva una durata max di 30 gg), sugli ammortizzatori sociali (periodo Genn/Apr 2018/2019 segna + 850mila ore di Cig Ordinaria e + 5 milioni ore di Cig Straordinaria) e sulla capacità di utilizzo degli impianti industriali (- 32 per cento rispetto al periodo pre-crisi) avvallano questa analisi”.

“Nel Lazio – chiarisce Iovino – occorrono, nel breve periodo, interventi strutturali, a partire dall’incentivazione di accordi di filiera per le forniture alle grandi imprese multinazionali con particolare attenzione alle aree di crisi, politiche per la costruzione di una solida ed estesa armatura regionale di medie imprese attraverso un utilizzo più incisivo dei fondi ministeriali della Nuova Sabatini, iniziative integrate d’incentivazione regionale per la contrattazione territoriale per lo sviluppo, intervenendo sui costi di produzione settoriali (energia e logistica), e per quella di secondo livello aziendale sull’innovazione produttiva e sulla sostenibilità ambientale, anche attraverso lo strumento dei finanziamenti europei. In questo contesto l’industria 4.0 si è dimostrata un’opportunità solo per poche e grandi aziende, mentre dovrebbe essere un volano per fare dell’innovazione la leva per uno sviluppo e un’occupazione di qualità”.

“Aspettiamo ancora – conclude – che l’Unità di Sviluppo, presentata dalla Regione Lazio ormai più di un mese fa, venga tirata fuori dai cassetti degli assessorati competenti e approvata quanto prima per dare un utile servizio alle imprese e ai lavoratori e tentare di prevenire, per quanto possibile, un aggravamento della crisi economica che le manifestazioni di oggi stanno evidenziando con forza e a cui nessuna istituzione, da quelle nazionali a quelle locali, può restare indifferente”.

Roma, 13 giugno

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