"Fortezza Europa, polveriera mondo"

 

“Fortezza Europa, polveriera mondo”

Diritti globali. Camusso, povertà ormai anche tra lavoratori

 

“Per effetto delle politiche liberiste nel mondo, e anche nel nostro continente, aumentano le disuguaglianze e si estende l’area della povertà”, che copre ormai “larghe fasce dello stesso mondo del lavoro”. E’fondamentale reagire ma, “senza cadere nella risposta reazionaria e populista”, con “un progetto credibile”. Lo afferma il segretario della Cgil, Susanna Camusso, nella prefazione al rapporto Diritti Globali realizzato dall’Associazione Società InFormazione di Sergio Segio, e promosso dal sindacato, che quest’anno si intitola ‘Fortezza Europa, polveriera mondo’.

Lo studio parla chiaramente di “un balzo delle povertà estreme”, sottolineando che “nessun traino, nemmeno quello occupazionale” in Italia risolve i problemi correlati a una povertà così “multidimensionale, disuguale e anche interna agli stessi lavoratori”. “La condizione di lavoratori poveri”, a giudizio degli analisti del rapporto sui Diritti globali, riguarda sia quelli che l’Istat chiama ‘poveri relativi’ (8,3 milioni di persone) sia quelli che definisce “poveri al lavoro”, ovvero “assoluti” (4,6 milioni di persone), che sono il 7,6% della popolazione, dati in forte aumento rispetto al 6,8% del 2014.

L’Alleanza contro la povertà, cui aderiscono anche le organizzazioni promotrici del rapporto, ha valutato con “moderata soddisfazione” il disegno di legge delega per il contrasto alla povertà che stanzia, per il 2016, 600 milioni di euro, più circa 2 miliardi per i successivi due anni, a fronte di un fabbisogno stimato in 7 miliardi di euro.

Non meno sconfortante è il giudizio che il rapporto fornisce sull’Europa, che si muove in un “labirinto di barriere”. “Tra muri fisici e muri invisibili” – dice lo studio – l’Unione europea è allo sbando sul piano economico, sociale e anche etico”. “E’ pericolosa la costante associazione profughi-aumento della minaccia terrorista, fatta da politici e governi incauti”, dice il dossier, che cita alcune delle barriere fisiche erette negli ultimi anni, al confine con la Turchia, oltre al muro ungherese, e la barriera di filo spinato all’entrata del tunnel sulla Manica verso il Regno Unito, che fanno il paio con l’avanzata dell’estrema destra. “Le politiche europee – sottolinea il rapporto – dovrebbero aggredire le ragioni reali della radicalizzazione e proporre nuovi modi di essere ‘Europa’ anziché continuare a cercare un fanomatico ‘enemy within’ stigmatizzando e segregando una parte della società e della popolazione”.

Il rapporto sui Diritti globali ricorda che dal 1 gennaio al 31 luglio in Europa sono arrivate via mare 256mila persone, tra queste 160 mila in Grecia e 93 mila in Italia. E mette a confronto le cifre con le richieste d’asilo presentate in 174 Paesi del mondo nel 2015, che sono state 2,45 milioni. “Deve ripartire il lento e difficile cammino” verso la centralità dei diritti, della solidarietà, senza i quali non solo non si fermerà l’esodo ma si condannerà il pianeta a una guerra globale e permanente”.

 

 

 

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