APE, pensione ai superstiti senza tagli

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APE, pensione ai superstiti senza tagli

Il chiarimento del governo

 

L’anticipo pensionistico APE è coperto da un meccanismo assicurativo in base al quale, in caso di decesso del pensionato prima della restituzione delle rate, la pensione ai superstiti non subisce decurtazioni: significa che la restituzione del prestito è a carico del solo titolare del trattamento, mentre non ha effetto sulla pensione di reversibilità. Lo specifica il Governo che ha dedicato una serie di approfondimenti alla Riforma Pensioni messi a punto dal tema economico di Palazzo Chigi, fornendo elementi di chiarezza sul testo della Riforma Pensioni inserito in Legge di Stabilità.

La legge stabilisce che il lavoratore che richiede l’APE, nel momento in cui riceve dall’INPS il via libera, presenta una domanda (utilizzando modelli e procedure che saranno definiti da specifico decreto ministeriale), nella quale indica il soggetto finanziatore prescelto e l’impresa assicurativa alla quale richiedere la copertura del rischio di premorienza, fra quelli che saranno previsti da specifici accordi che verranno stipulati fra i ministeri del Lavoro e delle Finanze, l’ABI (associazione bancaria italiana), e l’ANIA, Associazione nazionale imprese assicuratrici.

In caso di premorienza, specifica lo studio del tema economico del Governo, l’assicurazione ripaga il debito residuo, e l’eventuale reversibilità viene corrisposta senza decurtazioni. Viene anche specificato che non ci sono garanzie reali sul prestito. In sintesi, le rate di restituzione come detto si applicano solo alla pensione del titolare che ha chiesto l’APE, non agli eventuali superstiti che, in caso di decesso prima dei 20 anni dal pensionamento, percepiscono un trattamento di reversibilità.

Ricordiamo brevemente il meccanismo generale dell’APE volontario: è riconosciuto a lavoratori con almeno 63 anni di età, a cui mancano al massimo tre anni e sette mesi alla pensione, e che abbiano almeno 20 anni di contributi versati. Consiste in un anticipo sulla pensione, che verrà poi restituito con rate ventennali nel momento in cui si matura il diritto all’assegno previdenziale vero e proprio.

Il trattamento è erogato dall’INPS (al quale il lavoratore presenterà la domanda), ma è finanziato dal sistema bancario. Tutte le modalità attuative del complesso meccanismo saranno previste da apposito decreto attuativo della presidenza del Consiglio, di concerto con i ministeri dell’Economia e del Lavoro, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Stabilità (quindi, entro l’inizio di marzo). Dopo questo decreto, verranno stipulati gli accordi quadro con le associazioni di banche e assicurazioni.

Fonte: pmi.it

 

 

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