Almaviva, CGIL: occorrono interventi forti. Istituzioni locali escano dal silenzio

“Almaviva Contact ristabilisca la verità sui 1700 licenziamenti effettuati, a seguito della chiusura, lo scorso 23 dicembre, della sede romana del call center di via della Bufalotta”. Così, in un comunicato, la Cgil di Roma e del Lazio e la Cgil Rieti Roma Est Valle dell’Aniene.
“Dopo 75 giorni di dura trattativa – continua la nota – il Governo ha presentato una proposta di mediazione che, come noto, prevede pesanti tagli ai salari dei lavoratori, già minimi perché intorno ai 700-800 euro. Le rappresentanze sindacali unitarie, avendo ricevuto un mandato nelle assemblee dei lavoratori a non firmare accordi così penalizzanti senza la certezza di prospettive occupazionali, hanno chiesto, dopo il mese di febbraio, una pausa di dodici ore per svolgere un referendum. L’azienda si è rifiutata e ha riproposto il ricatto del prendere o lasciare, rendendosi in questo modo ulteriormente responsabile dei licenziamenti in atto nella sede romana. Le Rsu hanno comunque svolto il referendum e solo dopo l’esito, che ha visto prevalere il consenso alla firma, hanno chiesto congiuntamente alle organizzazioni sindacali nazionali un nuovo incontro, svoltosi ieri, durante il quale l’azienda ha ribadito, con ragioni surrettiziamente legali, la non volontà a sospendere le lettere di licenziamento. La vertenza Almaviva, così come quella Alitalia e le altre relative alle tantissime aziende romane in difficoltà richiedono un forte impegno da parte delle istituzioni locali, sia sotto il profilo economico che sociale. Chiediamo all’amministrazione regionale e a quella capitolina di uscire dal silenzio dietro cui si sono trincerate su una vicenda così importante e delicata per il territorio e per i destini di 1700 famiglie”.