Sanità, Cgil, Cisl e Uil: Mes è opportunità per il Lazio. Si apra confronto con istituzioni e parti sociali

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“Abbiamo sempre detto con chiarezza che le risorse messe a disposizione dal Mes rappresentano una grande opportunità per potenziare il Servizio Sanitario Nazionale. La polemica politica è fuori luogo: ci aspettiamo che il presidente Zingaretti, così come ha dichiarato, apra subito un tavolo interistituzionale che coinvolga tutti gli enti locali, a partire da Roma Capitale, e le forze sociali del territorio per condividere progetti utili al rilancio del servizio sanitario pubblico del Lazio e chiedere al Governo l’utilizzo delle risorse necessarie”. Lo dicono Cgil di Roma e del Lazio, Cisl e Uil del Lazio.

“Dopo anni di tagli dovuti al commissariamento una stagione di investimenti straordinari sulla sanità pubblica non è più rinviabile. Tanto abbiamo fatto perché si tornasse finalmente ad assumere, utilizzando tutte le graduatorie aperte e mettendo in campo nuovi concorsi”.

“Lo sforzo ulteriore fatto in emergenza Covid-19 è stato significativo ma ancora tanto c’è da fare: si deve continuare ad assumere e contemporaneamente ripensare l’intero sistema regionale dei servizi alla salute, potenziando la sanità territoriale, l’integrazione socio-sanitaria e il potenziamento della rete ospedaliera. Anche la Corte dei Conti ha evidenziato le carenze dell’assistenza territoriale a vantaggio dei grandi ospedali: è il momento di riequilibrare il sistema e investire nei servizi di cura e assistenza nel territorio, correggendo le disuguaglianze e colmando le attuali carenze“.

“Deve essere avviato un confronto complessivo con tutti gli attori coinvolti, a partire dagli operatori, per costruire un piano di rilancio della sanità pubblica del Lazio, che punti all’integrazione sociosanitaria, tanto citata quanto mai attuata, di ospedali, territorio, tecnologie e personale sanitario. La gestione delle risorse dovrà essere mirata, investendo da una parte sull’ammodernamento delle infrastrutture ospedaliere e delle strumentazioni”.

Più efficienza, più personale, maggiore tecnologia e adeguata formazione possono incrementare la capacità di risposta ai bisogni di salute dei cittadini, dall’emergenza alla lungodegenza all’assistenza socio-sanitaria nel territorio. Le risorse umane e materiali devono essere calate in un contesto organizzativo che aumenti complessivamente le performance e la qualità dei servizi resi, a tutto vantaggio delle condizioni di lavoro e del diritto dei cittadini ad avere una sanità pubblica efficiente e di qualità”.

2 settembre 2020