Piazza Vittorio, Fillea Cgil: “2Sì” per referendum 28 maggio

Un momento dell'iniziativa. Foto Omniroma

Con “Guardia Alta sul Lavoro”, Fillea Cgil fa valere le proprie ragioni in favore della conversione in legge dei DL del Governo su voucher e appalti. “Abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti” e “Abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio” sono le due questioni che entreranno nelle schede del 28 maggio. Presenti all’incontro in Piazza Vittorio, il segretario generale Cgil Susanna Camusso, Mario Guerci di Fillea Roma Lazio e Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea nazionale.

Dopo un momento di comicità con il libro “Per mia mamma sorridere era già in italiano” del cabarettista “Made in Sud” Ciro Giustiniani, già sindacalista Fillea, la manifestazione entra nel vivo del tema politico. “Fillea è il sindacato dei lavoratori che più hanno pagato la crisi – ha affermato Susanna Camusso- Ma anche un sindacato che sa avvicinarsi alla gente”. È Guerci, invece, che introduce il tema referendum parlando di un risultato importante per portare il lavoro al centro del dibattito politico. “Siamo pronti ad aprire il tavolo sociale proposto dal Governo- afferma il segretario Fillea Roma Lazio -. I provvedimenti Ape e Ape social per il prepensionamento sono una vergogna”.

L’obiettivo di Fillea sembra quindi chiamarsi mobilitazione. Agire contro cottimo, caporalato e in favore dei diritti per la sicurezza, ma soprattutto far sì che i DL non decadano. “È una battaglia ancora da portare a casa- chiarisce Genovesi -. Fino a quando non avremo i decreti tramutati in legge noi restiamo in campo”.
È Susanna Camusso a concludere l’assemblea sostenendo: “La nostra più grande vittoria politica degli ultimi due anni è quella di essere riusciti a far parlare di nuovo di lavoro. Il silenzio pesava e pesavano le riforme che facevano aumentare la precarietà. Siamo riusciti nell’obiettivo perché siamo stati in mezzo alla gente, sui posti di lavoro. Abbiamo raccolto firme, formulato una Carta dei diritti, ottenuto questi referendum. Noi non smobilitiamo. “2sì”, quelli proposti, per far crescere il paese in termini qualitativi, per ottenere nuove condizioni in materia di appalti, sicurezza, responsabilità in solido e diritto al buon lavoro”.
Fonte Omniroma
31 marzo 2017