Trasporti Roma: Cgil-Filt Cgil, necessaria unica stazione appaltante

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“La vergognosa vicenda dell’appalto per la gestione della manutenzione delle scale mobili della metropolitane della Capitale, da cui è scaturita l’indagine che ha portato alle misure cautelari interdittive nei confronti di tre dipendenti Atac, è la conferma che a Roma esiste un sistema di appalti malato e corrotto”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola e il segretario generale della Filt Cgil di Roma e del Lazio Eugenio Stanziale.

“Oggi arriva la notizia del guasto alla linea metropolitana che ha obbligato le persone a camminare nelle gallerie per guadagnare l’uscita. Come già avvenuto per l’inchiesta su ‘Mafia Capitale’ anche in questo caso la magistratura ha scoperchiato un sistema malato, attorno al quale ruotano personaggi privi di etica e morale che non esitano a mettere a repentaglio la sicurezza della gente. Un plauso al lavoro dei magistrati e degli inquirenti”.

“È del tutto evidente, tuttavia, che la magistratura continua a intervenire sui sintomi, mentre è compito della politica e delle amministrazioni estirpare la malattia che ha colpito Roma Capitale e le sue società partecipate. La gestione degli appalti lasciata in mano alle aziende o ai dipartimenti del Comune si è dimostrata fallimentare, sia per gli elementi di corruzione che genera che per l’assenza di competenze nella gestione delle procedure previste dal Codice degli Appalti. E’ arrivato il momento di costituire un’unica stazione appaltante in sede al Comune di Roma, sul modello Consip, a cui affidare la gestione di tutte le procedure di gara, siano esse delle aziende partecipate che dei dipartimenti del Comune“.

“Una struttura in cui far confluire competenze elevate in termini di procedure ma soprattutto di controllo e trasparenza, rompendo un sistema che vede funzionari aziendali o comunali da troppi anni in rapporto con fornitori spregiudicati. Una stazione unica appaltante che si ponga come ente terzo e super partes. Indignarsi solo quando la magistratura scoperchia il marcio è ipocrita. Tutti sappiamo che gli appalti rappresentano un sistema che costa tanto offrendo in cambio servizi scadenti e pericolosi. Atac deve intervenire sulla struttura che gestisce le gare per sviluppare, senza aspettare l’intervento della magistratura, tutte quelle misure necessarie affinché sia reso sempre più trasparente il sistema degli appalti e delle manutenzioni”.

13 settembre 2019