Trasporti, Cgil, Cisl e Uil: su condizioni pendolari necessario aprire confronto con Regione

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@Ansa

“Le pesantissime condizioni di trasporto che i pendolari del Lazio sono costretti ad affrontare ogni giorno sono purtroppo un dato evidente e incontrovertibile. L’assemblea pubblica del 25 luglio scorso tenuta a Frosinone da Cgil Cisl e Uil coi pendolari, insieme a Federconsumatori e a Confconsumatori, lo dimostra ampiamente, come accaduto anche nell’altra assemblea pubblica di qualche settimana fa a Campoleone”. Lo affermano la Cgil di Roma e Lazio, la Cisl e la Uil del Lazio.

“Abbiamo riconosciuto alla Regione l’impegno di risorse importanti sul tema dei trasporti ma gli obiettivi previsti sono ancora lontani, quegli investimenti rimangono in gran parte nei bilanci e restano senza risposte adeguate le nostre richieste di mettere mano alle infrastrutture per raggiungere risultati concreti che rilancino l’occupazione, riducano le emissioni e riescano a rendere più umana la vita di più di un milione di pendolari. Nei casi in cui si aprono i cantieri, a tutti questi problemi si aggiungono i disagi esagerati provocati dalla chiusura delle linee per lavori, come sta accadendo proprio sulla Fl6 Roma Frosinone Cassino: la tratta sarà chiusa per un mese intero e finora le risposte date ai pendolari sulle possibili soluzioni alternative non sono state per nulla sufficienti”.

“Va bene aprire i cantieri per le opere pubbliche, ma non si può costringere migliaia di pendolari ad usare l’automezzo privato a causa della mancanza di servizi sostitutivi adeguati, senza neanche corrispondere un indennizzo. È indispensabile attivare navette sostitutive che portino i pendolari direttamente da Colleferro al centro di Roma e viceversa. I comitati dei pendolari più rappresentativi, con i quali intratteniamo rapporti costanti, ci hanno sottoposto richieste pressanti e noi continueremo ad organizzare assemblee pubbliche in tutto il Lazio per dare voce alle loro necessità”.

“I temi sottoposti all’attenzione dei sindacati nelle assemblee andranno “dal miglioramento delle condizioni delle stazioni alla drastica riduzione dell’affollamento dei treni; dalla rimodulazione concordata di alcuni orari alla cura dell’igiene ed all’accessibilità ai bagni in stazione ed a bordo treno; dall’avvio dei cantieri per le opere più impegnative alla piena integrazione tra ferro e gomma”.
È necessario aprire un confronto a tutto tondo con la regione Lazio per discutere questi temi e per ragionare in modo complessivo del modello di trasporto pubblico da attuare a Roma e nel Lazio. Non è più il tempo delle parole, ora servono le soluzioni”.
5 agosto 2019