Sanità pubblica, 18 luglio: presidio in Regione Lazio dei lavoratori servizi lavanolo

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“Domani, a partire dalle ore 10, parteciperemo al presidio unitario promosso sotto la Regione Lazio da Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil insieme ai lavoratori e alle lavoratrici dei servizi di lavanolo della sanità pubblica regionale”. Lo annuncia la Cgil di Roma e del Lazio.

“I lavoratori chiedono alla Regione Lazio di rispettare gli impegni presi e dare risposte certe sul loro futuro occupazionale e sulle condizioni contrattuali e salariali in vista dell’imminente cambio appalto. La Regione sta infatti aggiudicando una gara d’appalto su questo servizio con ribassi di circa il 40 per cento sulla base d’asta”.
“È grazie al lavoro di queste persone che chi entra in ospedale trova medici e infermieri con camici ben lavati e stirati e letti con materassi, cuscini e lenzuola puliti e sanificati. La qualità della sanità pubblica dipende anche dalla qualità del loro lavoro, un lavoro sempre legato a un rinnovo di appalto”.

“In questi anni sono proprio gli addetti ai servizi di lavanolo ad aver sofferto maggiormente delle razionalizzazioni dei costi: si sono visti decurtare ore di lavoro e stipendi e hanno visto andare via i colleghi che non hanno ottenuto il rinnovo del contratto”.

“La Regione Lazio, in quanto gestore della gara, e in virtù del protocollo sugli appalti firmato con le organizzazioni sindacali, deve dare certezze sui tempi e le modalità del cambio di appalto e garantire ai lavoratori coinvolti il mantenimento del posto di lavoro, a parità di condizioni economiche e normative e nel rispetto del Contratto collettivo nazionale di settore. La Regione riapra il confronto con le organizzazioni sindacali, convochi urgentemente il tavolo per risolvere le troppe vertenze aperte sui cambi di appalto, che solo per la sanità pubblica coinvolgono oltre diecimila lavoratori”.
“Senza risposte intensificheremo la mobilitazione. Non è più rinviabile una legge regionale che tuteli il lavoro e i servizi dati in appalto, come dimostra da ultimo questa vertenza”.
18 luglio 2019

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