Roma democrazia inComune: CGIL Roma Lazio in piazza Sabato 20 Giugno con la Rete dei Numeri Pari

“Sosteniamo e partecipiamo alla manifestazione di sabato 20 giugno, alle ore 11, in Piazza del Campidoglio. Torniamo in piazza con le tante realtà associative e sociali che compongono il nodo romano della Rete dei Numeri Pari per rivendicare una città che sia Capitale dei diritti e non delle disuguaglianze”. Lo dice la Cgil di Roma e del Lazio. “Nella fase emergenziale che abbiamo vissuto e stiamo vivendo – continua la nota – su troppi temi, dalle politiche sull’abitare ai servizi sociali, il Comune di Roma è stato assente se non latitante. Lo abbiamo visto con la gestione dei Buoni Spesa o del Bonus affitto, o con la gestione delle vertenze lavorative in corso (Multiservizi/AMA, Oepa ex AEC, nidi in convenzione) dove la Giunta è stata assente, nel migliore dei casi, quando non guidata da una visione ragionieristica di risparmio sulla pelle delle lavoratrici e dei lavoratori. Una Capitale che ha visto quindi ampliare le disuguaglianze che solo con il lavoro instancabile dell’associazionismo diffuso ha tenuto dal punto di vista della disgregazione sociale. Per questo è arrivato il momento di battere un colpo e dare risposte concrete a questi temi. Invitiamo tutti a partecipare alla mobilitazione di sabato, pur nel rispetto del distanziamento sociale”

SABATO 20 GIUGNO ORE 11 | PIAZZA DEL CAMPIDOGLIO

“Dobbiamo dare risposte”. Questo ritornello lo abbiamo sentito ripetutamente uscire dalle bocche di chi governa il Paese e le amministrazioni locali. Anche la Sindaca di questa città non ha voluto essere da meno e ha invocato semplificazioni e soldi per fronteggiare possibili tensioni sociali. Ma concretamente cosa è avvenuto a Roma in questi mesi e soprattutto negli anni del suo mandato? Le diverse sollecitazioni a guardare verso la parte più in disagio della Capitale sono andate avanti nel tempo senza essere prese in considerazione. E questo è diventato plasticamente e drammaticamente più vero in questi giorni difficili. Tra un’apparizione in video e un post propagandistico quasi quotidiani, non abbiamo visto una donna in difesa degli ultimi, delle nuove povertà, delle fragilità tanto invocate quando si doveva decidere chi aiutare e chi no durante gli sgomberi. Così come non abbiamo visto grande decisione e urgenza nella gestione dell’accoglienza, dei buoni spesa e di quelli per l’affitto. Anzi si è indicato il furbetto, l’imbroglione, il poco meritevole, che con le sue domande ha messo in difficoltà l’amministrazione nella distribuzione delle misure di sostegno.

È vero, non è facile governare una città come Roma, ma non basta invocare un cambio di passo da parte del governo quando si ha di fronte un debito come quello capitolino. Un disavanzo che fa spavento, una coperta sempre più corta che inevitabilmente non può coprire tutti. E allora bisogna ascoltare il grido di dolore che arriva dalla città e consentire una reale partecipazione di chi ci vive nelle scelte che contano. Altrimenti si procede per la propria strada come un monarca, producendo – in questo caso sì – un distanziamento sociale con la realtà dei territori che diventa un abisso. Questa è un’ipotesi che non possiamo più accettare perché Roma è già la capitale delle disuguaglianze e delle mafie, dove prima dell’arrivo del virus si contavano 90 clan e 100 piazze dello spaccio. In questi mesi è stato registrato un aumento del ricatto mafioso sui territori a causa del ritardo del Governo e del Comune nel tutelare le persone in maggiore difficoltà, che hanno trovato come unica risposta ai loro bisogni il welfare mafioso. L’assenza di politiche sociali idonee alle caratteristiche della città e alla sua evoluzione sociale unito al taglio dei servizi sociali ha mostrato l’inadeguatezza della Sindaca che vergognosamente ha approfittato di questo periodo di emergenza Covid per fare cassa anche attraverso il mancato pagamento del lavoro alla cooperazione sociale per i servizi svolti ad anziani, diversamente abili e famiglie in difficoltà, mostrando tutto il cinismo degli incapaci anziché governare e tutelare Roma. L’attacco sferrato ai corpi sociali intermedi impegnati nel contrasto alle mafie ha indebolito tutta la città, rendendola sempre più permeabile agli interessi non solo criminali ma di una “borghesia mafiosa” che ha fatto e farà grandi affari sulle nostre spalle.

Questa città non ama i raggi della corona e lo ha sempre dimostrato, anche quando ha votato favorendo largamente il movimento 5 stelle, giudicando malsano il disegno di città prodotto dalle giunte precedenti. Per questo e per ribadire che esistono territori vivi e pulsanti, dove in questi giorni terribili l’impegno di centinaia di realtà solidali e pezzi di terzo settore più sensibili, dell’attivismo mutualistico e dell’impegno sociale, ha fatto in modo che la città tenesse con dignità e coraggio. Che ha avuto anche la forza di esprimersi convintamente in solidarietà con le mobilitazioni coraggiose di milioni di statunitensi contro le pratiche violente e razziste della polizia nordamericana.

Ora siamo alla resa dei conti e non possiamo avere clemenza di fronte a tanta insipienza e a tanto ritardo. Vogliamo voltare pagina e vogliamo farlo insieme. Siamo ancora in tempo e andrà tutto bene solo se lo faremo davveroPer questo ci vediamo tutti e tutte in Piazze del Campidoglio sabato 20 giugno alle ore 11.
Fondamentale indossare la mascherina e rispettare distanziamento sociale

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