Rifiuti, Cgil: se tutto va bene Roma sarà pulita a settembre

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“Se tutto va bene Roma sara’ pulita quando apriranno le scuole”. Cosi’ Natale Di Cola, segretario Fp Cgil di Roma e del Lazio, che ha parlato dell’emergenza rifiuti nella Capitale ai microfoni della trasmissione ‘L’Italia s’e’ desta’ condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Universita’ Niccolo’ Cusano.

“Sono molto arrabbiato- ha detto- perche’ il sindacato e’ da piu’ un mese che denuncia quello che sarebbe accaduto, la politica ha sottovalutato la situazione e adesso corrono ai ripari quando la frittata e’ stata gia’ fatta. Che ci sarebbe stato un piano di manutenzioni e un rallentamento dei flussi si sapeva da un mese e mezzo, la sindaca prima ha negato, Zingaretti ha atteso che la sindaca lo chiamasse in causa e adesso, quando la situazione e’ estrema, provano a correre ai ripari. Tutto questo si poteva evitare con conseguenze positive per i lavoratori che raccolgono a mano tutti gli scarti di cibo e per i cittadini che non ne possono piu’ di vedere una citta’ cosi’ sporca”.

“Quando e’ stato detto che in 7 giorni la citta’ sara’ pulita, io ho detto che se tutto va bene la citta’ sara’ pulita quando apriranno le scuole. Una cosa e’ togliere i sacchetti intorno ai cassonetti, ma per il resto la citta’ e’ sporca perche’ non viene spazzata. Manca un piano industriale, Ama non chiude il ciclo, Ama e’ dipendente dai privati e paga le conseguenze delle scelte industriali dei privati. Non si sa dove portare i rifiuti e inoltre si fa fatica a raccoglierli perche’ ci sono pochi mezzi. Il parco mezzi e’ vecchio e la meta’ non funziona. Negli ultimi 5 anni sono andati in pensione 400 operai e non e’ stato assunto nessuno. E tanti operai sono stati spostati dalla raccolta e lo spazzamento alla raccolta porta a porta”.

“I fornitori- ha continuato Di Cola- non si fidano di un’azienda che non aveva manager fino a 15 giorni fa e che non ha due bilanci approvati. Per questo abbiamo proposto alle istituzioni di fare un piano di pulizia straordinaria della citta’. In teoria il servizio sarebbe organizzato e non dovrebbe essere previsto il sacchetto intorno al cassonetto. Quando succede questo ci sono delle squadre che fanno un servizio base e ovviamente vengono tolte ad altre attivita’. Quando questa roba invade il 15% dei cassonetti l’azienda va in tilt perche’ tutti i giri vengono rimossi e poi scatta la sindrome, perche’ dove c’e’ la foto piu’ clamorosa l’azienda manda la squadra. Le 3mila tonnellate giornaliere vengono raccolte, il problema e’ riuscire a fare quelle 3mila piu’ colmare il gap dei giorni precedenti. I mezzi speciali? Sono piccole gru che fanno delle bonifiche. Si doveva intervenire prima, adesso ci vorra’ del tempo”.

“Fa sorridere l’appello della sindaca sulla raccolta differenziata, perche’ per fare la raccolta differenziata ci vogliono progetti e investimenti. Ci vorrebbe sano realismo e coordinamento di tutte le forze istituzionali perche’ la situazione e’ emergenziale, con questo caldo e con queste temperature rischia di diventare esplosiva”.

Vessazioni operatori Ama? Noi passiamo le giornate a denunciare le vessazioni subite dagli operatori Ama. L’altro giorno, addirittura in una sede aziendale, tre cittadini muniti di casco hanno minacciato i lavoratori. Non ci sono soltanto problemi di salute, ma anche articolari perche’ raccogliere i sacchetti sempre a mano spacca la schiena al lavoratore. C’e’ una doppia frustrazione: vedere che il proprio lavoro non produce risultati ed essere anche insultati dai cittadini”.

Raggi e Zingaretti dovrebbero assumersi le loro responsabilita’ per chiudere il ciclo dei rifiuti. Le responsabilita’ sono di tutti quelli che hanno governato a Roma e in Regione negli ultimi 15 anni” ha concluso il segretario Fp Cgil di Roma e del Lazio.

10 luglio 2019

(Fonte Dire)