Rifiuti, Cgil, Cisl e Uil: intollerabile che Roma sia sporca e degradata

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Roma, 9 maggio 2017 (Vincenzo Livieri - LaPresse)

“L’emergenza rifiuti nella Capitale e la discussione su questo tema da parte delle istituzioni locali fanno emergere una distanza quasi incolmabile tra la realtà dei fatti, che vede i rifiuti per strada, e i piani per la raccolta differenziata che ad oggi non stanno producendo nulla se non uno 0,4 in più nel primo trimestre del 2018 rispetto all’anno precedente”. Lo dicono Michele Azzola, Paolo Terrinoni, Alberto Civica rispettivamente segretari generali di Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil Roma e Lazio.

“Non possiamo accettare che il tema dei rifiuti, che trascina con se problemi seri per la salute dei cittadini e conseguenze per l’ambiente, sia ridotto solo ad una questione di decoro.
Non è più tollerabile che, un sito patrimonio dell’Unesco e dell’Umanità, qual è Roma, si presenti al mondo sporca, male odorante e degradata. L’immobilismo che si è creato attorno al tema dei rifiuti rende impossibile modificare l’esistente e riduce l’azione alla gestione delle emergenze”.

Il fallimento del Campidoglio e di Ama è contenuto nel piano industriale

“Il Comune e AMA devono prevedere, oltre agli impianti di smaltimento, anche un vero e proprio sistema industriale che produca energia e intercetti e trasformi i materiali raccolti. Per fare questo è necessario mettere a sistema tutti i finanziamenti disponibili per la sostenibilità ambientale a livello regionale. Il fallimento del Comune di Roma e di AMA è contenuto nel piano industriale che prevede solo una riduzione della produzione di rifiuti e la totale assenza di progetti di realizzazione degli impianti necessari allo smaltimento, unica condizione per smettere di inviare i rifiuti di Roma in Austria e in Abruzzo”.

“A Roma chiusa la discarica di Malagrotta non è mai stato individuato, da parte della Regione Lazio e del Comune di Roma, un sito temporaneo per la discarica di servizio per smaltire i rifiuti. Il superamento dell’attuale modello servirà ad avviare progetti che evitino di ricorrere all’utilizzo di aziende private, che rischiano di smaltire i rifiuti illegalmente per garantire basse tariffe e vincere le gare dei comuni, e a favorire la nascita di aziende multi utility, sotto controllo pubblico, dotate di risorse sufficienti a garantire lo sviluppo degli impianti necessari a chiudere il ciclo dei rifiuti sul territorio e attrarre le aziende che utilizzano i rifiuti riciclati per creare l’economia circolare di cui si parla. Al posto di impianti di mega compostaggio vanno pensati impianti di prossimità, in accordo con le aziende agricole presenti sul territorio, e che sviluppino anche la produzione di gas per valorizzare al massimo il rifiuto e rendere più basse le tariffe dei cittadini“.

Necessaria l’apertura di un tavolo interistituzionale

“Riteniamo non più rinviabile l’apertura di un tavolo interistituzionale tra regione, province e comune di Roma per avviare in maniera corretta un sistema di Economia Circolare nel nostro territorio finalizzato allo sviluppo della sostenibilità ambientale e occupazionale e alla gestione dei servizi di igiene ambientale che mettano al riparo il territorio dalle devastazioni oggi presenti. Crediamo che gestire il tema dei rifiuti senza un progetto che guardi all’intero sistema dei rifiuti regionale, collegandolo anche alla produzione di energia, non permetterà di dare risposte concrete alle tante crisi aperte sul territorio”.

Le istituzioni hanno il dovere di dare delle risposte perché i cittadini meritano di avere delle città pulite e di non vedere discariche abusive ad ogni angolo di territorio. E’ evidente che l’assenza di un cambio radicale di linea, vedrà le organizzazioni sindacali capofila nella promozione di iniziative di protesta nei confronti dell’inadeguatezza delle istituzioni locali”.

8 maggio 2018

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