Repubblica/ SOS per le ferrovie Lido e Viterbo. Cgil, Cisl e Uil: “si rischia il collasso”

La battaglia dei pendolari non si arresta. Dopo la manifestazione di sabato scorso ai piedi del Pincio, a fîanco degli utenti scendono in campo i sindacati del Lazio: «Le ferrovie Roma Lido e Roma Viterbo rischiano il collasso – dicono Cgil, Cisl e Uil -. Lo stato delle infrastrutture, dei convogli e delle stazioni è pessimo; la ripartizione degli orari e la bigliettazione non seguono nessun criterio; affollamento e ritardi sono lo standard».

Sul tappeto interrogativi e speranze che non riguardano solo i disagi e i guasti ai treni, i vagoni fatiscenti e le corse saltate ma anche la possibilità che l’intera tratta che collega la Capitale a Viterbo venga soppressa. «La linea extraurbana rischia di chiudere entro breve e per almeno due anni – spiega il presidente del Comitato Roma Nord, Fabrizio Bonanni – a causa del mancato adeguamento infrastrutturale da parte di Atac e della Regione Lazio». Al suo posto subentreranno bus sostitutivi che correranno lungo la via Flaminia, da Montebello a Viterbo, con conseguenze importanti anche sulla tratta urbana.

«Sono anni che le organizzazioni sindacali di settore e cittadini, studenti, lavoratori e pendolari chiedono di avviare i cantieri e di sistemare le infrastrutture dei trasporti – precisano i sindacati – La situazione può diventare insostenibile». Basti pensare che a partire dal 16 settembre scorso, con il nuovo orario invernale, sono diminuite ulteriormente le corse effettuate con i treni (56 in totale, rispetto a 68 dell’anno precedente), di contro sono aumentate quelle effettuate con i bus sostitutivi (18 in tutto, 12 fino a giugno 2019).

Quella tra pendolari, Regione Lazio e Atac è una querelle che va avanti da anni. Soluzioni concrete dovrebbe arrivare entro la prossima settimana: «Aspettiamo due risposte dalla Regione – dice Bonnanni – la prima sulla possibilità di non chiudere completamente la fermata Flaminio, la seconda sulla proposta, lanciata a settembre dal Comitato Roma Nord e dall’associazione TrasportiAmo, di ripristinare i collegamenti sull’intera tratta, soprattutto la domenica».

Intanto, a partire dal nuovo anno la gestione delle infrastrutture dovrebbe passare ad Astrai, con un affiancamento di sei mesi ad Atac, l’attuale gestore. Mentre, dal primo gennaio 2021, la gestione dei treni spetterebbe a Cotral. Un cambio che lascia ben sperare gli utenti. Ma non al punto da fermare le proteste. Sabato 23, ci sarà una nuova manifestazione davanti al parco Vittime del femminicidio, in via Carlo Casini, ad Acilia. Ad organizzarlo il Comitato pendolari Roma-Lido. Anche loro alle prese con cantieri chiusi (quelli di Acilia Sud-Dragona e Tor di Valle sono fermi da più di 2 anni), convogli stracolmi, treni e scale mobili guaste.

18 novembre 2019

Articolo di Laura Barbuscia (Repubblica Roma)