Repubblica Roma/Appalti, allarme ribassi selvaggi. Opere e servizi a prezzi da saldo

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Appalti al massimo ribasso e sfruttamento, a Roma l’allarme viene dalla Cgil: il risparmio nelle amministrazioni pubbliche è auspicabile ma si è trasformato in una gara per assegnare servizi e lavori al ribasso selvaggio, con punte anche del 49% in meno rispetto al capitolato iniziale. A scapito della qualità del lavoro e dei diritti dei lavoratori.

I settori più a rischio al momento sono la sanità per i bandi regionali e i servizi Ama e le mense scolastiche per il Comune: appalti che sono in corso d’opera o in procinto di essere rinnovati. Il sindacato ha messo la lente di ingrandimento soprattutto nella sanità e sul cambio di appalto del Cup, servizio di centralino telefonico, che coinvolge 2mila persone su Roma.

Dopo 18 anni di proroga, la Regione ha fatto un bando per assegnare il servizio: i sindacati hanno firmato un accordo con la Regione per mantenere l’articolo 18 ma le preoccupazioni tra i lavoratori rimangono. A rischio anche gli appalti sulla pulizia di tutti gli ospedali romani, che dovranno essere rinnovati nelle prossime settimane. Un settore che a Roma coinvolge non meno di 20mila lavoratori. La preoccupazione principale della Cgil in questo caso sono le gare sulle lavanderie industriali per gli ospedali romani. Qui ci sono lotti in cui le offerte economiche arrivano a un ribasso con punte del 49% in meno rispetto al valore totale: il rischio è il calo della qualità del lavoro con tagli degli stipendi di 200 euro su salari che superano di poco i mille euro. Al punto che la Regione non ha ancora assegnato il bando e sta ancora valutando le offerte.

«Stiamo rilevando un eccesso di ribasso – spiega Donatella Onofri segretario Cgil Roma e Lazio – Per questo stiamo provando con la Regione a costruire un sistema di regole con bando e capitolato che possano garantire i lavoratori. Chiediamo una legge regionale sugli appalti».

Rimangono i bandi del Comune. «Sono in dirittura di arrivo appalti su Ama per la raccolta differenziata e anche gli appalti Atac, soprattutto quelli sulle mense», spiega Michele Azzola segretario generale Cgil Roma e Lazio. Un settore, quello dei servizi appaltati dal Comune, che coinvolge almeno 5mila persone. E anche qui secondo il sindacato si rischiano ribassi delle offerte di oltre il 30 o il 40%. «Il rischio è che queste gare vengano assegnate con il criterio del massimo ribasso», conclude Azzola che al tema ha dedicato una giornata di studio con il generale della Finanza Gennaro Vecchione e il giurista Piergiorgio Alleva.

Il sindacato avverte anche rischi di infiltrazioni mafiose. «Ci sono imprese – conclude il segretario confederale e prossimo sfidante alla guida della Cgil Vincenzo Colla – che svalutano il lavoro per competere e prendere appalti e risorse pubbliche. C’è una competizione sleale che rischia di buttar fuori le imprese sane».

Salvatore Giuffrida (Repubblica Roma)

14 novembre 2018

 

 

 

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