Occupazione, Onofri: declino sempre più rapido. Raggi intervenga

“Ogni volta che escono i dati dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps e ci mettiamo a disaggregarli e analizzarli lo scenario che abbiamo di fronte si fa sempre più chiaro. Nel Lazio il lavoro a tempo indeterminato diventa sempre più residuale: nel primo trimestre del 2015 le nuove attivazioni dei contratti a tempo indeterminato erano il 34,3% del totale, per poi scendere al 26,65% nello stesso periodo del 2016 e addirittura al 21,51% nel primo trimestre del 2017. Se poi disaggreghiamo i dati delle assunzioni a tempo indeterminato per il solo 2017, osserviamo che le attivazioni nel mese di gennaio sono il 23,24% del totale, per scendere al 21,39% a febbraio e attestarsi al 19,9% nel mese di marzo. Ma il dato ancora più preoccupante riguarda le cessazioni dei contratti a tempo indeterminato che superano le attivazioni: nel solo primo trimestre 2017 sono stati 7410 i contratti a tempo indeterminato persi”. Lo dice Donatella Onofri, segretaria della Cgil di Roma e del Lazio.

“Questi dati, seppur attinenti il Lazio per dimensioni e addensamento riguardano in gran parte il Comune e la Città metropolitana di Roma. La domanda che poniamo alla sindaca Raggi è se intenda assumere il lavoro come una priorità, anzi un’emergenza assoluta. In questo caso, cosa aspetta a promuovere un tavolo con il Governo, la Regione e le Parti Sociali per provare a invertire la tendenza? Una tendenza che la tecnologia conosciuta come industria 4.0, cioè i processi di automazione che sostituiscono gli umani e che già stanno producendo perdite di posti di lavoro, non potrà che accentuare.

La Cgil di Roma e del Lazio è da subito disponibile al confronto, senza pregiudizi e senza presunzione ma con la convinzione che la risposta al declino, all’emarginazione sociale e al degrado si realizzi rilanciando il lavoro. Crediamo che il reddito di cittadinanza sia la resa al neoliberismo. E’ attraverso il lavoro che si affronta il tema della ridistribuzione della ricchezza. Cominciamo invece a ridurre l’orario di lavoro a parità di salario” .

24 maggio 2017