Multiservizi, Cgil vs Campidoglio: violati accordi sindacali

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Sulla vertenza Roma Multiservizi la Cgil di Roma e del Lazio dichiara guerra al Campidoglio, preparando una doppia denuncia fra Tribunale civile e Corte dei conti: la prima per chiedere il risarcimento dei danni per il mancato rispetto dell’accordo sindacale di settembre che escludeva la possibilità di licenziamenti, la seconda per accertare la gestione delle risorse pubbliche in capo al Comune e all’azienda, che nell’ultimo cda ha disposto l’elargizione di premi e bonus ai dirigenti nonostante la situazione di piena crisi denunciata dagli stessi apicali della società. Ad annunciare le mosse del sindacato è stato stamattina il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Michele Azzola, in una conferenza stampa nella sede di via Buonarroti insieme ad Alessandra Pelliccia, segretaria generale della Filcams Cgil Roma e Lazio.

“I primi giorni della prossima settimana presenteremo una denuncia al Tribunale civile di Roma per chiedere il risarcimento dei danni al Campidoglio, che ha prodotto un atto grave disattendendo l’accordo con i sindacati che prevedeva di non effettuare licenziamenti creando un danno diretto economico e di immagine alla Cgil perchè gli iscritti a questo punto possono dire che gli accordi siglati con noi non valgono nulla e cancellarsi dal sindacato. Poi valuteremo con i nostri legali una denuncia alla Corte dei conti per valutare come si stanno spendendo le risorse pubbliche del Comune di Roma”.

“Vogliamo riaccendere l’attenzione sulla questione della Roma Multiservizi, partecipata del Comune di Roma con un socio privato molto forte con il 47% che è Manutencoop, è una questione molto importante per vedere come il Comune gestisce le risorse pubbliche”.

Ad aprile si distribuiranno bonus ai dirigenti con fondi pubblici

L’azienda, la denuncia di Azzola, “ha pagato dei soldi facendo delle transazioni per far rientrare alcuni dei 18 licenziamenti e far accettare ai lavoratori di ‘non lavorare’: sono stati portati a Cassino in una università a firmare una conciliazione con una elargizione di 20mila euro per far accettare il cambio di mansione. E nel frattempo continuano i premi e i bonus ai dirigenti, con il cda che si è riunito ad aprile per la distribuzione di altri soldi pubblici, uno scempio pagato dai cittadini romani“.

In tutto questo “la gara pensata dal Comune è impantanata in ricorsi su ricorsi e fa pensare che ci sara’ l’ennesima proroga della commessa pubblica a Multiservizi, come avviene da anni. Il M5S quando era all’opposizione era al nostro fianco dicendo che una tale gestione delle risorse pubbliche era una vergogna, ma neanche ora c’e’ alcun controllo pubblico sull’azienda: il Comune si era impegnato con noi a esercitare una moral suasion su Ama per far rientrare i licenziamenti ma non ha funzionato, perchè Ama che è al 100% del Comune ha continuato sulla linea del socio privato, ovvero il ricatto ai lavoratori e alla città per non far fare la gara pubblica e non rischiare di perdere una fetta importante di soldi pubblici. Una manovra che si e’ conclusa con una spesa maggiore di quello che si voleva risparmiare”.

Il risultato, per Azzola, è che “si sta consumando l’ennesima nefandezza nella gestione delle risorse pubbliche della cittadinanza. Il Comune diceva prima che avrebbe proceduto all’internalizzazione trasformando Multiservizi in una società di primo livello, poi sigla un accordo con i sindacati per la riorganizzazione partecipate senza esuberi prima venduto in pompa magna e poi totalmente disatteso. Ora non parlano più della riorganizzazione dei servizi dell’azienda e si è ripreso con il limbo degli affidamenti diretti, proprio quelle condizioni che consentono la corruzione e la gestione impropria delle risorse pubbliche: servono trasparenza e legalità, lo avevamo chiesto all’amministrazione che lo aveva promesso in campagna elettorale, ma la gestione attuale non sta andando in quella direzione, e parliamo di una gara a doppio oggetto del valore di 420 milioni di euro”.

Quale sarà il destino dei lavoratori?

“Siamo con le lavoratrici e i lavoratori della Multiservizi, la Cgil non si distrae. Roma Capitale è datore di lavoro indiretto di queste persone perchè controlla il maggior azionista dell’azienda ed e’ contemporaneamente il committente di questa società “, ha commentato Pelliccia.

Per la segretaria della Filcams Cgil regionale, l’amministrazione capitolina a guida M5S “non può immaginare che non venga chiamata in causa rispetto non solo ai 30 licenziamenti annunciati dalla società, ma anche a rispondere rispetto agli accordi con alcuni lavoratori che hanno rappresentato un costo ulteriore rispetto a quanto previsto e del mancato rispetto delle procedure della legge Madia, che nel caso di esubero nel personale delle partecipate prevede operazioni di confronto, riordino e riassegnazione. Non può, infine, immaginare di non essere chiamata in causa rispetto al destino della totalità dei lavoratori della Roma Multiservizi, che attendono di capire quale sia il loro destino”.

La gara a doppio oggetto è stata bocciata dal Tar, ora cosa accadrà? Quale sarà il destino del servizio e di tutti i lavoratori impiegati? Queste risposte il Comune le deve ai dipendenti della Multiservizi, al sindacato e a tutta la cittadinanza“, ha concluso Pelliccia.

(Fonte Dire)

13 aprile 2018

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