Michele Azzola: “ridurre orario lavoro è possibile e indispensabile”

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“Le sfide che l’evoluzione delle nostre comunità ci mette di fronte, ci impongono di percorrere strade nuove, alternative, spesso radicalmente alternative rispetto a quelle praticate fino a oggi. Le periferie romane, nelle quali siamo impegnati a contrastare chi innalza la bandiera dell’egoismo, hanno certamente problemi di abbandono e a volte di degrado. Siamo convinti, tuttavia, che il problema principale in questa regione sia il lavoro”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola.

“Le attivazioni dei contratti brevi e brevissimi registrano un incremento preoccupante. Sono state circa il 60 per cento del totale delle attivazioni nel 2018. Sempre nel 2018, inoltre, migliaia di contratti a tempo indeterminato cessati non sono stati sostituiti con la stessa tipologia contrattuale e il saldo tra attivazioni e cessazioni indica la perdita di 32.385 posti di lavoro stabile, che si aggiungono ai 51.453 del 2017 e ai 35.179 del 2016. Si restringe dunque il perimetro dei contratti buoni, quelli cioè che consentono alle persone di programmare la propria vita, mentre aumentano incertezza e instabilità. Questo è, a nostro modo di vedere, il vero degrado”.

“L’automazione dei processi produttivi farà perdere ulteriori posti di lavoro. Questi scenari, fino a qualche tempo fa considerati futuribili, sono purtroppo diventati realtà senza un governo efficace dei processi. Condividiamo dunque quanto affermato dal presidente dell’Inps: ridurre l’orario di lavoro non solo è possibile ma indispensabile per garantire un futuro dignitoso alle persone e garantire così i consumi. Le istituzioni del Lazio non facciano cadere questo dibattito. Aprano subito un tavolo di confronto per individuare forme e modi per ridurre l’orario di lavoro”.

11 aprile 2019