Legge 194, Cgil-Fp Cgil-Spi Cgil Roma centro Ovest Litoranea: all’ospedale Grassi di Ostia a rischio servizio interruzione volontaria gravidanza

La Cgil, la Fp Cgil e lo Spi Cgil di Roma Centro Ovest Litoranea esprimono grande preoccupazione per la situazione che si è verificata presso l’Ospedale Grassi di Ostia e che crea i presupposti per impedire l’applicazione della legge 194 per il diritto all’aborto.

“All’Ospedale Grassi – dicono le organizzazioni sindacali – si è dimesso l’unico e ultimo anestesista non obiettore di coscienza provocando quindi il rischio concreto che nel X municipio, in un’area demografica e geografica significativamente vasta, possa venir meno il servizio di interruzione volontaria di gravidanza”.

“Pur avendo registrato da parte della Asl Rm3 rassicurazioni e l’intervento immediato per garantire la prosecuzione dell’attività non possiamo, soprattutto, in tempi di pandemia , sentirci tranquilli. In questi anni, d’altronde, abbiamo assistito nel nostro paese a una politica di tagli del personale sanitario e al sostanziale depotenziamento del ruolo dei consultori come presidio sociosanitario per la cittadinanza e per le donne in particolare. Ormai la scelta dell’obiezione di coscienza nel Lazio da parte di operatori sanitari raggiunge oltre il 54% .

“In queste condizioni garantire il diritto all’aborto si fa veramente difficile e la situazione nel X municipio ne è purtroppo un esempio concreto. Per tali motivi e per il diritto a una sanità di prossimità che prevenga ancor prima di curare, la Cgil, la Fp e lo Spi Cgil di Roma Centro Ovest Litoranea, unitamente al suo Coordinamento Donne, chiedono al commissario della Asl Rm3 di aprire un immediato confronto per verificare l’impegno di garantire continuità al servizio di Ivg presso l’Ospedale Grassi e, più in generale, di operare per un potenziamento dei servizi territoriali sanitari nel territorio di competenza, a partire dai consultori per garantire servizi sanitari a tutti ai cittadini, specie alle fasce di popolazione più deboli, come gli anziani, le donne e gli immigrati”.

24 dicembre 2020