Lavoro, Onofri(Cgil): nel Lazio sempre meno e sempre più frammentato

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 “Con la pubblicazione delle comunicazioni obbligatorie dell’anno 2017 si possono incrociare tutti i dati e verificare l’andamento effettivo del mercato del lavoro nel Lazio”. Così, in una nota, Donatella Onofri, segretaria della Cgil di Roma e del Lazio.

“Dall’analisi dei dati emerge che il trend non si è invertito, il lavoro è sempre meno (almeno quello riscontrabile dalle banche dati) e sempre più frammentato. Il numero complessivo dei contratti attivati (1.357.190), infatti, è in contrazione rispetto al 2016 dello 0,5%, cui si aggiunge una contrazione del 12,6% del 2016 rispetto al 2015. Ciò significa che in due anni il numero delle attivazioni si è ridotto di 206.646 contratti“.

“I contratti non corrispondono alle persone in quanto ogni persona è coinvolta durante l’arco dell’anno in più contratti brevi. Le persone coinvolte nel 2017 sono state 623.400. Ognuna di loro ha firmato uno o più contratti nell’arco dell’anno per una media di 2,23”.

Le attivazioni sono inferiori alle cessazioni

I contratti che si riducono di più sono quelli a tempo indeterminato, mentre il tempo determinato è cresciuto notevolmente. I contratti di un giorno nel 2017 sono stati 475.721, quelli fino a 30 giorni 746.714, cioè il 54% del totale attivazioni. Per la prima volta, inoltre, il numero totale delle attivazioni è inferiore al numero totale delle cessazioni. Incrociando questo dato con le tipologie lavorative significa che si riduce il lavoro”.

“La regola che si dovrebbe seguire è quella di guardare i fatti per quello che sono e non per come ci piacerebbe che fossero, una regola quasi banale ma che troppo pochi seguono. Per questo motivo continuiamo a dire, come lo abbiamo fatto in passato, che serve un intervento straordinario su Roma e sul Lazio per uscire da una spirale che deprime l’economia del territorio e che, inevitabilmente, finisce per favorire l’espansione del sommerso e con esso l’illegalità”.

“Nella passata legislatura siamo stati tra i proponenti, come Cgil, insieme a Cisl e Uil, dell’avvio di un tavolo straordinario al Mise su Roma Capitale, che ha coinvolto tutte le istituzioni e le parti sociali, con l’intento di mettere al centro della discussione il bene comune, il benessere della comunità a partire dai lavoratori e dai pensionati, cioè coloro i quali hanno patito e patiscono di più la crisi. Riteniamo ancora oggi quel tavolo strumento fondamentale per affrontare in modo partecipato temi e problemi che nel frattempo si sono acutizzati, ripartendo dagli impegni che allora sono stati assunti. Su questo e solo su questo misureremo chi rappresenta le istituzioni”.

12 luglio 2018

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