#LavoriAMOxRoma, Cgil, Cisl e Uil manifestano in Campidoglio: “basta tagli: Raggi cambi il bilancio”

© Marco Merlini
“Stop ai tagli. Lavoriamo per Roma”. È lo striscione esposto in piazza del Campidoglio a Roma, per la manifestazione, organizzata dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, per protestare, in concomitanza dell’Assemblea capitolina, contro i tagli ai servizi sociali previsti nel bilancio di previsione 2021-2023 del Campidoglio”.

 

“In piazza centinaia di dimostranti: dalle realtà delle cooperative sociali, al mondo dell’associazionismo, dalle famiglie e disabili a cittadini e lavoratori dei servizi Ama. Tra bandiere dei sindacati, slogan e striscioni, ad animare il sit-in, anche maschere di carnevale, coriandoli e qualche petardo, con un manichino della sindaca Raggi e una corda. “Siamo operai della differenziata. Ribelli alla vostra buffonata. Tu con la crisi mangi e ridi, per noi fame, sacrifici e suicidi” e “Senza Welfare Roma è disumana. Stop ai tagli al sociale”, recitano alcuni striscioni esposti in piazza dai manifestanti.

© Marco Merlini

Non è mancato il lancio di coriandoli da parte di alcuni lavoratori all’indirizzo simbolico della sindaca Raggi all’urlo: “È carnevale, tutto ciò è uno scherzo”. Inoltre, al microfono si sono alternati gli interventi dei lavoratori e dei segretari generali confederali territoriali.

 

In particolare, alla protesta sono intervenuti il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola, il segretario generale della Cisl di Roma Capitale Rieti Carlo Costantini e il segretario generale della Uil del Lazio Alberto Civica. “Non vogliamo rassicurazioni e promesse, vogliamo che il bilancio di previsione sia cambiato e integrato delle risorse necessarie per far fronte ai rischi e alle difficoltà che ancora si profilano all’orizzonte – spiegano i sindacati -. Vogliamo evitare altre morti, altre solitudini, tanta disperazione e prevenire ulteriori abbandoni”.

 

Per il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola: “Il problema è proprio la qualità del bilancio che vuole approvare la sindaca Raggi, che è esattamente una speculazione. Per Raggi non c’è stata la pandemia: abbiamo un taglio ai servizi alle famiglie, al sostegno all’occupazione, alle politiche abitative, un taglio agli aiuti alle famiglie in difficoltà. Abbiamo una città che sta perdendo occupazione e un’amministrazione che non è in grado né di organizzare gli aiuti né di dare lavoro con le sue partecipate – ha detto Azzola -. Dal Comune di Roma ci aspettiamo che convochi un tavolo e che metta insieme le forze migliori di Roma per dare un progetto di rilancio a questa città”, ha concluso Azzola.

“Ribadiamo tutta la nostra contrarietà a un bilancio del Comune di Roma che non tiene assolutamente conto di quanto successo in questo anno di pandemia – ha aggiunto il segretario generale della Cisl di Roma Capitale Rieti Carlo Costantini -. Un bilancio che taglia risorse ai servizi, ai nuovi poveri che sono aumentati: gli accessi alla Caritas sono aumentati di circa il 100 per cento. Si tratta di un bilancio che non ha prospettiva e che non fa investimenti sulle infrastrutture, sulla mobilità, sulla chiusura del ciclo dei rifiuti e che rischia di lasciare a piedi circa 3 mila persone impiegate nel sociale, a cui verranno tagliati 43 milioni di euro. Chiediamo al Comune di Roma – ha sottolineato Costantini – ancora una volta, un tavolo di confronto, serio e obiettivo che tenga conto di tutte le posizioni. In caso contrario faremo un tavolo e protocollo con tutte le attività produttive di Roma che presenteremo a tutte le istituzioni, anche nazionali. Roma non merita un bilancio del genere”.

Secondo il segretario generale della Uil del Lazio, Alberto Civica, “i tagli ai servizi sociali sono la parte più eclatante, ma abbiamo il trasporto pubblico di Roma che non funziona, della raccolta dei rifiuti che non va bene, tante aree dismesse e che sono lasciate al degrado e che invece avremmo potuto recuperare – ha detto Civica – . Insomma come si deve gestire una città come Roma Capitale, che invece viene lasciata ai minimi termini, dove ci sono 2 mila posti di lavoro persi soltanto quelli gestiti direttamente dalle partecipate, più tutti i rischi che corrono i lavoratori, come Roma metropolitane o delle utenze non domestiche. È una vergogna per una città che ha perso il 12 per cento dell’occupazione nel settore edile, il 5 per cento nel turismo, ancora prima che arrivasse la pandemia, con il rischio che lo sblocco dei licenziamenti possa deflagrare”, ha concluso Civica.

“Sono previsti tagli a capitoli di spesa importantissimi per il sostegno ai più fragili – hanno ribadito i sindacati – . Parliamo di 43 milioni di euro che si traducono in due milioni di ore in meno di assistenza domiciliare, integrazione sociale e scolastica. A rischio anche migliaia di posti di lavoro. Il taglio di 43 milioni si tradurrà – continuano i sindacati – in liste d’attesa più lunghe e in negazione di servizi delicati, spesso vitali, per le persone. All’aumento della richiesta di assistenza, incredibilmente corrisponde la diminuzione delle risorse. Mesi di solitudine e di difficoltà per tanti anziani tuttora relegati in casa, lontani dalle famiglie per evitare rischi di contagio, non sono stati un motivo sufficiente per evitare tagli al bilancio dei municipi che erogano l’assistenza”.

1 febbraio 2021
(Fonte Agenzia Nova)