La Cgil protesta per ritardi pagamenti ammortizzatori sociali

La Cgil di Roma e del Lazio oggi ha manifestato per il pagamento degli ammortizzatori sociali.

“Abbiamo deciso, nonostante la fase 2 dell’emergenza sanitaria, di rendere visibile il disagio, di portare le persone a ribellarsi a un esteso superficialismo che spesso diventa colpevole”.

“Ci siamo incontrati con il vice prefetto al quale abbiamo esposto che le responsabilità dei ritardi dei pagamenti sono diffuse: si inizia con i datori di lavoro che non hanno voluto anticipare Fis e cassa integrazione e in molti casi hanno inviato richieste sbagliate all’Inps o alla Regione allungando i tempi di lavorazione; i consulenti/commercialisti hanno inviato in ritardo il modello Sr41; il sistema bancario che doveva assicurare l’anticipazione sociale ha miseramente fallito”.

Per la Cgil di Roma e del Lazio “i tempi dell’Inps non sono adeguati alla gravità della situazione. Abbiamo sottolineato che chi vive di stipendio non può stare mesi senza retribuzione, che ai ritardi dei pagamenti si somma l’incertezza per il futuro sia sul pagamento degli ammortizzatori della fase 2, sia perché temiamo che dopo il blocco dei licenziamenti ci aspettano tempi difficili. Abbiamo ribadito che non siamo tutti uguali: c’è chi in questi anni si è arricchito mentre si è allargata la percentuale dei poveri e dunque bisogna dare la priorità alle lavoratrici ed ai lavoratori. Il vice Prefetto si è impegnato a fare da cassa di risonanza del disagio con il governo e con l’Inps. Per quanto ci riguarda quella di oggi è solo la prima iniziativa. Se non si sbloccano e automatizzano i pagamenti non ci fermeremo, manifesteremo ancora attuando tutte le forme di protesta che il momento consente”.

La Cgil di Roma e del Lazio ringrazia “coloro che erano in piazza, per la loro presenza, per la loro consapevolezza di chi sa bene che solo se siamo uniti e solidali riusciamo a vincere le nostre battaglie”.

28 maggio 2020