Giornata mondiale sicurezza e salute sul lavoro, Cgil: investire in sicurezza per lavoro di qualità

“Oggi si celebra la giornata internazionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, istituita dall’ILO nel 2013. Una giornata importante, che a livello mondiale tiene alta l’attenzione, per promuovere maggiore prevenzione e protezione per chi lavora, come il sindacato ribadisce da anni, troppe volte inascoltato”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio. “La sicurezza di chi lavora – continua la nota – è un investimento e non un costo, come alcuni hanno capito in queste drammatiche settimane che hanno fatto emergere i numerosi limiti soprattutto di quelle aziende che hanno disinvestito in sicurezza, considerandola una voce da tagliare. Gli ultimi provvedimenti del Governo, i protocolli sottoscritti dalle parti sociali, gli accordi di settore e aziendali, ci dimostrano il contrario. Non esiste lavoro di qualità, senza la tutela della salute di chi lavora. Vogliamo dedicare il senso di questa giornata ai lavoratori e alle lavoratrici che stanno svolgendo un ruolo decisivo per la tenuta del paese. Alcuni sono considerati eroi, ma sono uomini e donne che con senso del dovere svolgevano un ruolo fondamentale anche prima della pandemia. Il nostro auspicio, che per il nostro sindacato rappresenta un impegno concreto, è che il loro contributo non sia dimenticato quando questa emergenza finirà. Ci sentiamo di rivolgere anche un pensiero ai familiari delle vittime dei circa mille lavoratori che in Italia nel 2019 hanno perso la vita sul posto di lavoro.
Stamattina abbiamo partecipato a un’importante videoconferenza promossa dalla Regione Lazio su questo tema, per programmare i prossimi passi da condividere tra ente regionale e parti sociali. L’assessore Di Berardino ha riportato i dati del primo trimestre 2020 relativi al territorio laziale: gli infortuni denunciati sono calati in questo primo trimestre del 17% rispetto al 2019, gli incidenti mortali del 68% (da 22 nel 2019 a 7 nel 2020), le denunce di malattie professionali del 17%. Su questi dati pesa sicuramente il lockdown, ma registriamo anche una maggiore attenzione figlia dell’emergenza sanitaria e dei protocolli sottoscritti dalle parti sociali, che hanno concordato nuove linee guida per i luoghi di lavoro e soprattutto un ruolo più forte degli RLS e dei delegati sindacali. Maggiore partecipazione e gestione collegiale dei lavoratori significa maggiore prevenzione. Siamo sicuri, pertanto, che questo positivo modello debba proseguire nel tempo, affinché il calo degli infortuni e delle vittime continui a calare anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria”.