Emergenza abitativa, Cgil e Sunia: se non ci sono le case, stop agli sgomberi

@Agenzia Dire
“In un’intervista al Messaggero, tra le numerose criticità di Roma, il prefetto Piantedosi torna nuovamente sul tema degli sgomberi dei palazzi occupati, ne fa un primo elenco e aggiunge che partiranno a breve, non tenendo in considerazione gli accordi del precedente piano che perlomeno dava la giusta attenzione allo specifico contesto sociale calendarizzando su sette anni, viste le difficoltà”. Lo dicono la Cgil e il Sunia Cgil di Roma e del Lazio.

“Il tema nella nostra città è di eterna attualità e ogni prefetto che s’insedia lo mette tra le priorità degli interventi inducendo effetti negativi nel sentire comune e nei legami solidali che ci sono stabiliti in città e in un contesto in cui è ancora vivo il ricordo del disumano sgombero di piazza Curtatone e che produsse un intervento del ministro dell’Interno Marco Minniti che vietò sgomberi che non avessero individuato delle soluzioni alloggiative immediate. Per quanto non spetti al ministro autorizzare o meno l’intervento in un immobile occupato faremo appello alla ministra Luciana Lamorgese, sensibile ai temi delle tutele ai più deboli, a considerare la questione romana“.

Invitiamo il prefetto di Roma e la sindaca della città a considerare le ragioni degli abitanti, in maggioranza in lista d’attesa per una casa popolare da anni, avendone il diritto e tutti i requisiti e di utilizzare tempi ragionevoli in un dialogo costante con il vasto mondo associativo che gravita attorno alle occupazioni. In sintesi riteniamo che in tempi di emergenza sanitaria la città non senta la necessità di scontri sociali ma che si possano rispettare i diritti di tutti, proprietari e occupanti, attraverso un confronto costruttivo. Non si può continuare a ridurre le occupazioni abitative a mera questione di ordine pubblico, ma occorre considerarle come l’espressione di una grande problema sociale: l’emergenza abitativa, ormai drammatica nella città di Roma”.

La vera emergenza riteniamo sia quella degli sfratti. Una volta terminato il blocco esteso con il decreto rilancio al 31 dicembre e lo sblocco dei licenziamenti, che ne sarà di tutte quelle famiglie? I dati del ministero dell’Interno dicono che nel 2019 ci sono state 5.705 sentenze di sfratto di cui 4643 a Roma, circa 13 al giorno. A questo aggiungiamo il dilettantismo della Giunta Capitolina che non riesce a distribuire i 12 milioni stanziati a maggio dalle Regione Lazio ai 49mila cittadini morosi a causa dell’emergenza sanitaria, a cui si aggiungono altri 15 milioni appena erogati con una delibera di giunta regionale. Questa è la vera lista d’emergenza: i soggetti fragili non meritano nessun accanimento sociale”.
2 ottobre 2020