Coronavirus, sentenza pionieristica riconosce il diritto a Dpi per i rider. Felicetti (UVL Cgil Lazio): “sentenza di alto valore sociale”

Un rider impiegato in una grande azienda di food delivery costretto a lavorare senza dispositivi individuali di protezione (DPI): mascherina, guanti monouso, gel disinfettanti e prodotti a base alcolica per la pulizia dello zaino. Scatta così il ricorso al Tribunale di Firenze, che viene accolto: i giudici estendono la disciplina antinfortunistica ai lavoratori delle piattaforme del food delivery.

“Questa sentenza, prodotta da un ricorso gemello di quello già presentato al Tribunale di Roma con il patrocinio della Cgil di Roma e del Lazio attraverso i suoi uffici vertenze camerali, è un primo importante risultato a tutela della sicurezza dei lavoratori in epoca Coronavirus- afferma Susanna Felicetti, responsabile Uffici Vertenze Legali Cgil di Roma e del Lazio -. Si tratta di una prima sentenza dall’alto valore sociale, perché estende a quanti rendono la prestazione anche al di fuori della schema tipico della subordinazione quanto affermato dall’art. 71 del d.lgs 81/08 secondo cui “il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori attrezzature conformi ai requisiti (..) idonee ai fini della salute e sicurezza e adeguate al lavoro da svolgere”.

Il decreto del Tribunale di Firenze consente di fare una breve riflessione utile in questo periodo di emergenza epidemiologica: il lavoratore, a prescindere dalla tipologia di contratto (parasubordinato, dipendente, autonomo ma eterorganizzato) ha diritto a ricevere i Dpi affinchè gli venga garantita una adeguata tutela della salute.
Il datore di lavoro è tenuto a fornire a sue spese ogni accessorio adeguato a tutelare i lavoratori considerando anche il contesto lavorativo nel quale opera.

In questi giorni difficili, nei quali molti lavoratori sono costretti a lavorare in condizioni che li espongono al rischio di possibile contagio da Covid-19, l’azienda, conformemente a quanto affermato dalla Cgil e ribadito dalla recente decisione del Tribunale deve assicurare, quindi, una adeguata protezione rispondendo delle conseguenze in caso di inadempienza.

Cosa fare nel caso non vengano consegnati i dispositivi ?
Contattaci subito al numero 0686357392 o scrivi a uvl@lazio.cgil.it

La Cgil mette a disposizione la sua rete di servizi e i propri legali per un’assistenza completa e promuovere le iniziative necessarie per tutelare la salute dei lavoratori anche in questa fase di emergenza.

3 aprile 2020