Coronavirus, Cgil, Cisl e Uil: istituzioni aprano confronto su Fase 2

“Mancano pochi giorni all’avvio della cosiddetta “Fase 2” ma sono ancora troppe le incertezze sulle misure che verranno messe in atto dalla Regione e soprattutto dal Comune per evitare una falsa ri-partenza nella nostra regione”. Lo dicono la Cgil di Roma e del Lazio, la Cisl di Roma Capitale Rieti e la Cisl del Lazio, la Uil del Lazio.
“Siamo tutti consapevoli che la situazione sanitaria legata al Covid-19 rimane critica e che un nuovo aumento dei casi sarebbe devastante in particolare della Capitale – continuano i sindacati -. Siamo sempre più convinti che bisogna fare ogni sforzo per permettere una ripresa delle attività in sicurezza per i lavoratori e i cittadini.
Ci aspettiamo che dopo l’incontro di oggi pomeriggio tra Comune, Prefettura e Regione, in cui si dovrà fare finalmente chiarezza su quali saranno gli interventi su mobilità, orari degli esercizi commerciali, organizzazione dei servizi pubblici locali, si apra un confronto complessivo con tutte le forze sociali e produttive.
Ripensare i tempi di vita e le reti delle nostre città, le modalità di erogazione e di fruizione dei servizi è la precondizione per immaginare la ripresa delle attività e della socialità delle nostre comunità. Servono piani e crono programmi con numeri chiari e prospettive di sviluppo certe se si vuole progettare anche una vera ripresa economica.
Le istituzioni ascoltino le nostre proposte per programmare in sicurezza la ripartenza, a partire dal primo step del 4 maggio, e iniziare a costruire la ‘nuova normalità’ che ci aspetterà quando avremo superato la fase più acuta dell’epidemia. Bisogna far presto e bene, dare indicazioni chiare e certezze a lavoratori e cittadini. Il grado di incertezze e la mancanza di piani chiari che ancora registriamo aumentano le nostre preoccupazioni.
I cittadini del Lazio in questi mesi hanno dimostrato grande senso civico rispettando diligentemente le varie disposizioni nazionali, regionali e comunali, i lavoratori a partire da quelli direttamente coinvolti nel mantenimento dei servizi essenziali hanno permesso ai nostri territori di affrontare questa grave emergenza. Adesso, per non vanificare gli sforzi fatti fino ad ora serve un grande senso di responsabilità da parte di tutti”.