Contrattazione 2° livello, Michele Azzola: “le imprese devono considerare il sindacato una valida controparte, non un orpello inutile”

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Oltre duemila accordi di contrattazione aziendale e territoriale nel Lazio (2.327 per la precisione) tra il 2015 e il novembre 2018, a dimostrazione della vitalita’ delle strutture di rappresentanza sindacale e datoriale a trovare una mediazione e sviluppare una collaborazione.

Sono le conclusioni alle quali e’ giunta un’indagine condotta dall’istituto di ricerca Rur e presentata nel corso dell’evento“Ecoslab Lazio 2019”, IV incontro biennale dello sviluppo economico e sociale. In tema di contratti decentrati-integrativi “il Lazio e’ la quinta regione d’Italia, dopo Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte e ha la grande parte della contrattazione di secondo livello a Roma- ha spiegato il professor Giuseppe Roma– L’86,3% fanno riferimento alla Citta’ metropolitana di Roma Capitale, mentre il restante 13,7% riguarda le restanti province”.

Dal punto di vista dei settori “il primato nel Lazio appartiene all’industria manifatturiera con il 18% dei contratti- ha proseguito Roma- ma risultano fortemente presenti anche altri comparti dell’economia laziale, in particolare alcuni sistemi imprenditoriali di servizio collocati in un contesto fra il pubblico e il privato.

Da un confronto fra la distribuzione settoriale degli addetti e dei contratti, i settori a maggiore intensita’ nella contrattazione integrativa sono la fornitura di energia elettrica, la fornitura di acqua e gestione dei rifiuti, l’industria manifatturiera, il comparto dell’informazione e comunicazione, le attivita’ professionali e le attivita’ artistiche e sportive.

Il settore dove, al contrario, si registra la minima incidenza della contrattazione integrativa e’ quello delle costruzioni”. L’81% dei contratti di secondo livello “indica come obiettivo da conseguire la produttivita’, il 61% la redditivita’, il 48% l’efficienza, il 45% la qualita’, il 12% l’innovazione- ha concluso Roma- Infine, riguardo ai principali contenuti presenti nei contratti di secondo livello, il welfare aziendale registra un’incidenza superiore a quella della media nazionale, come la partecipazione nelle scelte aziendali e lo smart working”.

Sulla contrattazione di secondo livello bisogna fare uno sforzo culturale – ha detto il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola intervenendo alla tavola rotonda insieme a Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl del Lazio, Placido Putzolu, presidente Legacoop Lazio e Filippo Tortoriello, presidente Unindustria Lazio -. Da una parte dobbiamo avere imprese che riconoscano che il sindacato possa essere una valida controparte e non un orpello inutile, dall’altra un sindacato che abbia interesse affinche’ quell’impresa funzioni bene e dia il meglio. Poi con l’imprenditore si può discutere su come dividere le risorse ma quelle prodotte dall’impresa e non quelle dello Stato, altrimenti si crea una societa’ diseguale e le diseguaglianze le paghiamo”.

12 luglio 2019