Civitavecchia. La Cgil rilancia la vertenza “alto Lazio”

Si inizia con due presidi davanti all’Adsp e al Pincio dal 20 al 24 marzo. Tra le priorità il completamento della trasversale Civitavecchia-Orte

La Cgil rilancia la vertenza “alto Lazio” e chiede il coinvolgimento di tutti gli enti, attivando inizialmente un tavolo di confronto presso il Comune di Civitavecchia, per la sua collocazione strategica e, successivamente, presso la Regione Lazio, alla presenza delle istituzioni locali interessate, delle controparti datoriali, di tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti, e alla presenza delle organizzazioni sindacali confederali.

E si inizierà subito con due presidi, presso l’Autorità Portuale e presso l’amministrazione comunale di Civitavecchia, dal 20 al 24 marzo dalle 9.30 alle 16.30.

Diversi i punti sui quali ragionare. A partire dal porto di Civitavecchia “perché diventi finalmente volano di crescite e non teatro di speculazioni come è dimostrato dalle indagini della Magistratura, per il territorio e per tutta la Regione. Sarà necessario – ha spiegato il segretario Alberto Manzini – migliorare l’offerta ai turisti che transitano nel porto in termini di beni ambientali in termini di beni culturali unici al mondo e dei prodotti enogastronomici. Sarà necessario incentivare fortemente il traffico del merci, in questo momento troppo sottostimato rispetto alle potenzialità del porto stesso”.

Ribadita la necessità del completamento della Orte–Civitavecchia, “unica tratta viaria in Italia che, iniziata da oltre 40 anni – ha ricordato – deve essere ancora ultimata. La riprogettazione compatibile sul piano ambientale, del polo energetico che insiste in tutta questa area attraverso la riorganizzazione dei siti di Torrevaldaliga Nord e Torrevaldaliga Sud. Una riprogettazione chiara e definita nei tempi che contempli anche la ex centrale di Montalto di Castro, perché se ne conosca compiutamente il destino finale a distanza di circa 40 anni dell’inizio della sua costruzione. Centrale che rischia l’abbandono persino dei suoi oltre 200 ettari che ne compongono il perimetro. L’avvio di collegamenti viari su ferro, che contemplino maggiore sicurezza di quella attuale, decisamente insufficienti, maggiore rapidità di collegamento sia per le persone che per le merci, verso Roma, l’aeroporto di Fiumicino, le località limitrofe.

Risposte compiute e dunque non solo temporanee – ha concluso Manzini – per risolvere il dramma della disoccupazione che investe tutto il sistema Paese ed anche questa area di riferimento ma che è scandaloso non saper contrastare laddove è possibile sfruttare opportunità reali come nella nostra condizione”.

(Fonte Civonline.it)