Cgil Roma e Lazio, su autonomia differenziata domani parte mobilitazione

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“La Cgil di Roma e del Lazio si mobilita per contrastare le ragioni alla base delle scelte del governo sull’autonomia differenziata. Domani mattina informeremo cittadini e lavoratori con volantinaggi e presidi nei luoghi pubblici, dalle fermate della metropolitana a grandi plessi come l’ospedale San Camillo (dalle 9.30 alle 11.30) e davanti alle scuole Mazzini e Cavour (dalle 7.45 alle 9.30)”.

“Si tratta di scelte, considerate prioritarie nell’agenda dell’esecutivo, adottate senza aver condiviso né un percorso normativo né un testo. Scelte che, per la genesi e per come vengono illustrate, aumenterebbero non solo i divari tra nord e sud ma anche le disparità all’interno dei singoli territori, peggiorando le già critiche condizioni dei servizi pubblici e delle politiche di sviluppo, calibrate sulla capacità di spesa delle sole istituzioni locali”.

“Non si può derogare al principio di solidarietà, uguaglianza e progressività stabilito dalla Costituzione, non si possono prevedere servizi pubblici regolati e finanziati in modo differente tra regione e regione, non si possono applicare norme, contratti e regole differenti per un medesimo servizio alla collettività. Ne va del livello di risposta che i governi locali possono dare ai cittadini e delle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori che li erogano”.

“Ci aspettiamo che nel prossimo incontro con la Regione Lazio il governatore Zingaretti condivida la nostra prospettiva e prenda nettamente le distanze da tali derive. Dalla tutela del suolo alla scuola, dai servizi all’infanzia alla sanità all’assistenza agli anziani, le politiche locali devono ovviamente avere margini di autonomia ma all’interno di livelli minimi di servizio stabiliti da un quadro normativo nazionale uguale per tutti, che garantisca uniformità di accesso a diritti civili e sociali”.

“Il quadro nel Lazio nel contesto nazionale è già critico per molti aspetti: per ogni 100 bambini da a due anni ci sono solo 13 posti negli asili pubblici, 28 considerando anche i privati, mentre nella scuola primaria solo un bambino su due può usufruire del tempo pieno. Nelle strutture residenziali per anziani, invece, ogni 1000 persone oltre i 65 anni ci sono solo cinque posti disponibili. Rispetto alla tutela dell’ambiente e al consumo del suolo, il Lazio supera la media nazionale con l’8,40 per cento. I servizi pubblici garantiscono i diritti di tutti e non possono essere variabili territoriali ma devono essere adeguatamente programmati e finanziati secondo principi di equità. Si devono definire livelli essenziali per tutte le prestazioni, non solo per la sanità ma per ogni diritto fondamentale, dalla salute al lavoro, dall’istruzione alla mobilità alla tutela ambientale”.

23 maggio 2019

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