Cgil, Cisl, Uil in Campidoglio per dire: “mai più fascismi”

Per rinnovare l’impegno del sindacato nella lotta ai fascismi e avviare un percorso di sensibilizzazione sui pericoli sociali derivanti dal razzismo e dalle discriminazioni, oggi in Campidoglio, i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Roma e del Lazio si sono riuniti per l’iniziativa ‘Mai più fascismi’.

La giornata cade nell’ambito delle attività per “il Giorno della Memoria, tema su cui l’impegno è considerato un dovere, da Cgil, Cisl e Uil”, ha spiegato Paolo Terrinoni, segretario Cisl del Lazio, ed è stata sostenuta anche da Anpi, altre associazioni e partiti politici, con l’obiettivo di lanciare un appello alle istituzioni perché si contrastino i rischi sociali determinati dall’incremento delle organizzazioni che sostengono violenza, discriminazione, razzismo e xenofobia.

“Quello che è più inquietante, quando si entra in un campo di concentramento per visitarlo è il silenzio. Quello che si prova è talmente forte, che non lo si prova nemmeno guardando le foto. Qualche tempo fa ho letto su un quotidiano che si negava l’esistenza dei forni crematori e delle camere a gas. Ma quando si visita un luogo del genere ci si rende conto che è tutto vero, quello che abbiamo studiato o ascoltato dai racconti – ha detto Terrinoni -. Ci sono oggi piccole e grandi discriminazioni che non sono accettabili. Dobbiamo quindi ricordare, perché questo passato non si ripeta. Nella Shoah la cultura della discriminazione razziale è diventata la struttura portante di un ideologia politica. Noi dobbiamo trasferire ai giovani la memoria, è un dovere di noi tutti, perché questo non si ripeta mai più”.

L’iniziativa odierna, che in otto punti riassume un appello ad evitare ogni debolezza dello Stato nei confronti dei rigurgiti fascisti, è il punto d’inizio di un percorso rivolto a tutti ma soprattutto ai più giovani, maggiormente esposti ai pericoli della xenofobia attraverso il web, e sfocerà nella manifestazione del 25 aprile.

“Nel giorno dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz la Repubblica riconosce la Giornata della Memoria – ha detto Alberto Civica, segretario Uil Roma e Lazio – in modo da conservare la memoria del passato affinché simili eventi non possano mai più accadere. Quel giorno tutti si affannano ad essere antifascisti ma nel giorno prima e in quello successivo entriamo nella zona grigia dove ci dimentichiamo che il fascismo è più subdolo, che si annida in espressioni e atteggiamenti a cui non diamo troppo peso: ma quello è già fascismo. Dobbiamo essere intransigenti. Riflettere quando si dice che ‘i morti sono tutti uguali’. Può essere che i morti sono tutti uguali, ma non è uguale quello che hanno fatto in vita: non c’è morte che possa cancellare quello che ha fatto, chi ha fatto morire milioni di bambini”.
“Il nostro dovere – ha aggiunto – è capire come il fascismo si annida in tante cose che non sembrano tali, ma lo sono. È con i nostri atteggiamenti che dobbiamo dimostrare che siamo antifascisti, altrimenti staremo sempre nella zona grigia, dove prima o poi ci si dimentica del passato”.
Dopo alcune testimonianze, a concludere la giornata il segretario Cgil Roma e Lazio, Michele Azzola, che ha sottolineato: “Antifascista bisogna esserlo 365 giorni l’anno e non soltanto il 25 aprile. In questi giorni sono rimasto colpito dalle parole di un politico che ambisce a guidare il nostro paese. Ha dichiarato ‘Esagerati’ alla stampa che affermava che sta tornando il fascismo in Italia. È vero che le cose non ritornano mai uguali a loro stesse, ma dobbiamo guardare con attenzione alle analogie. La nostra società ha le stesse identiche caratteristiche di quella in cui è nato il fascismo. Il nostro compito va al di là del semplice dichiararci antifascisti. Il sindacato è in prima linea nel combattere le diseguaglianze. Dobbiamo essere antifascisti lottando per una società più giusta e colpire il fascismo al cuore”.
5 febbraio 2018
(Fonte Omniroma)