Bonus Regione Lazio agli addetti a pulizie e a mense nelle scuole è apripista per contrastare fenomeno del lavoro “sospeso”

© Simona Caleo/Cgil

Si è avviata oggi la procedura, prevista dal bando della Regione Lazio, di assegnazione di un bonus di 600 euro agli addetti alle pulizie e alle mense negli istituti scolastici che, a causa dell’emergenza Covid-19 e alla conseguente chiusura delle scuole, da marzo non percepiscono lo stipendio. Una misura voluta fortemente dal sindacato confederale per contrastare il fenomeno sempre più esteso del lavoro ‘sospeso’, ossia l’attivazione di contratti a tempo indeterminato in part time verticale ciclico involontario”. Lo dice la Cgil di Roma e del Lazio.

“I dati statistici in nostro possesso confermano che questa pratica contrattuale è raddoppiata, negli ultimi dieci anni, nel settore degli appalti nelle scuole pubbliche e private, nelle mense, nelle cooperative e in aziende di diversa natura fino all’ampia platea del terzo settore. Questa tipologia contrattuale comporta per il lavoratore un buco previdenziale e l’assenza di retribuzione nei mesi ‘sospesi’, quali quelli estivi per i lavoratori degli appalti delle scuole”.

Con questa misura adottata dalla Regione Lazio non si va solo a sostenere il reddito di questi lavoratori, ma per la prima volta si afferma un principio: quello di impegnare le istituzioni a contrastare il fenomeno del part time ciclico involontario. Questo bonus e’ un apripista, una vertenza pilota per aprire una discussione sull’espansione di una tipologia contrattuale che impoverisce il lavoratore. E deve essere considerato l’elemento intorno al quale sviluppare una discussione per progettare il lavoro del futuro”.

Ora le istituzioni e i parlamentari eletti nel territorio sollecitino il Governo affinchè in fase di conversione del decreto di agosto sia estesa e resa permanente una forma di sostegno al reddito di contrasto al part time ciclico involontario.
Da parte nostra continueremo a rivendicare l’avvio di una discussione sulla riduzione dell’orario di lavoro a parità di retribuzione”.

31 agosto 2020