Atac, Filt Cgil: dietro referendum radicale falsità. Servono risorse ingenti

“In realtà quello che si nasconde dietro il referendum è una falsità: nel senso che l’obiettivo è quello di sostituire un monopolio pubblico a uno privato, con tutte le conseguenze nefaste che porterebbe in una città come Roma”. Cosí il segretario generale di Filt Cgil di Roma e Lazio, Eugenio Stanziale, intervenendo all’Assemblea pubblica per il “no al referendum radicale sulla liberalizzazione/privatizzazione di Atac”, indetta dal comitato Abc, Atac Bene Comune, presso la Camera del Lavoro Territoriale della Cgil Roma Est.

“Noi ci opponiamo all’idea della privatizzazione del sistema del trasporto pubblico locale, perché è un’idea che comporterebbe solo danni, tenderebbe a privilegiare l’interesse economico e abbandanare una serie di servizi ai cittadini, soprattutto a quelli che stanno in condizioni difficili in quartieri già oggi abbandonati. Poi pensiamo che Atac, grande azienda del trasporto pubblico, deve essere governata in maniera totalmente differente rispetto a come è stata governata fino ad oggi”.

“C’è bisogno di un management che sappia governare un’azienda del trasporto pubblico, abbia idee su come agire e dare un servizio di qualità ai cittadini. Anche se questa ipotesi del concordato dovesse andare a buon fine come noi ci auguriamo, c’è necessità di ingenti risorse per la città, perché abbiamo il parco mezzi superficie più vecchio d’Europa e abbiamo la necessità di rivedere completamente il sistema della mobilità su metro e su ferro”.

19 aprile 2019