Alitalia, Cgil e Filt Cgil: piano industriale di prospettiva per rilanciare l’azienda

“Di questi tempi una cosa è certa: la confusione che regna nei cieli della politica sulla vicenda Alitalia”. Lo dicono il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Michele Azzola e il segretario generale della Filt Cgil di Roma e del Lazio Eugenio Stanziale.

“Sono trascorsi anni, cambiati governi, maggioranze politiche ma tutto è ancora vago e continuano a non esserci certezze per le lavoratrici e i lavoratori di Alitalia. Stiamo lasciando fallire una grande azienda, un patrimonio di conoscenze e capacità, un asset strategico per il paese”.

A oggi non abbiamo un serio piano industriale sul quale confrontarci, un’idea strategica sul futuro della compagnia, una visione di paese sul trasporto aereo e la competizione globale in questo ambito. Siamo alluvionati da tante tante parole prive di contenuti e da azioni delle istituzioni estemporanee e illogiche”.

“L’unica soluzione che ci si propone è quella di tagliare la forza lavoro, accompagnata da improbabili scenari futuri di crescita e di sviluppo della compagnia. I miracoli non esistono: si devono costruire le condizioni politiche e industriali perché questo possa accadere. Noi non vediamo nulla di tutto ciò, anzi notiamo che tutto affonda senza orizzonti solidi. Chi dice che la colpa è del Covid che ha messo in ginocchio il settore, dice il falso. La crisi di Alitalia è precedente ed è il frutto dell’incapacità della mediocre politica italiana di questi ultimi vent’anni che non è stata in grado di costruire alleanze solide nello scenario competitivo e spendersi politicamente per un piano industriale ambizioso e di prospettiva, parte integrante di un’idea di trasporto aereo che sia al servizio del paese e dei suoi obiettivi”.

“Tagliare i posti di lavoro sembra essere l’unica soluzione e a nulla sono servite le lezioni precedenti che hanno insegnato che i tagli non portano a nulla. La nostra compagnia ha continuato a perdere consistenti fette di mercato e non si è mai rilanciata in un settore in cui la competizione è reale e le strategie industriali non si inventano su due piedi. Quello del trasporto aereo è un settore importante e strategico non solo per il turismo ma anche per il trasporto delle merci e una compagnia nazionale è anche e soprattutto l’immagine del paese nel mondo. Ridurre la flotta senza un progetto qualitativo di rilancio ma solo per diminuire i voli, significa lasciare intere fette di mercato ad altre compagnie, in un mercato in cui la competizione non ammette debolezze: ciò significa soccombere e ci saranno altri, già pronti, a portare merci e passeggeri. Le assenze saranno riempite immediatamente e a noi rimarrà il rammarico di aver perso un’altra occasione”.

“Adesso è il momento del rilancio, adesso si devono costruire le condizioni per diventare protagonisti domani. Certo, questo richiederà sacrifici, ma i lavoratori e le lavoratrici li hanno sempre fatti. Ora ci vogliono impegni concreti e investimenti intelligenti, ammortizzatori sociali coerenti, garanzie di reddito per tutti, percorsi formativi, certezza del lavoro e del futuro. Basta scaricare le proprie mediocrità sui lavoratori”.

Alla politica, e quella locale dovrebbe far sentire fortemente la sua voce, chiediamo un piano industriale serio e di prospettiva, che crei le condizioni per un’azienda competitiva capace di stare sul mercato e rilanciare il settore del trasporto aereo. Noi siamo pronti a fare la nostra parte“.

19 marzo 2021