Aborto: liberiamoci dalla violenza contro le donne

“Di violenza si tratta quando al diritto di scelta di interrompere una gravidanza, anche tramite la pillola Ru486, viene associata l’immagine di un corpo di donna (si suppone morta avvelenata) che oltre se stessa ha ucciso il feto che teneva in grembo”. Lo dice la Cgil di Roma e del Lazio.

“Tanto ha fatto l’associazione ultracattolica Provita facendo affiggere nei giorni scorsi, in diverse città d’Italia e nella Capitale, manifesti che dichiaratamente inviano un messaggio violento contro tutte le donne: se prendi la pillola abortiva, sei un’assassina”.

“Il messaggio vuole colpevolizzare le donne, offendendole nella loro dignità e nella loro autodeterminazione. Ma è un messaggio che si rivolge a tutti andando ad alimentare confusione e cattiva informazione , contribuendo a rafforzare un’immagine della donna come essere spregevole quando non si attiene al suo ruolo riproduttivo. Da poco si è conclusa la settimana in cui i riflettori dei media hanno acceso, come ogni anno, un faro sulla violenza contro le donne, con dati e statistiche sul fenomeno strutturale del femminicidio e in cui le associazioni, le istituzioni, le più alte cariche dello Stato si sono impegnate a promuovere azioni e strumenti per cambiare la cultura nel nostro Paese, ancora troppo permeata da una visione patriarcale. Paese in cui l’occupazione femminile soprattutto delle giovani donne (25 e 34 anni) ha un tasso inferiore a quello delle coetanee in Grecia”.

“I manifesti devono essere rimossi dalla sindaca Raggi, come prontamente chiesto dalle donne delle associazioni, da diverse esponenti politiche, dalle pensionate e dai pensionati della Cgil che sabato 12 dicembre, nel XI Municipio, dedicheranno un albero a Sara Di Pietrantonio, uccisa dall’uomo che diceva di amarla. Perchè l’impegno per contrastare la violenza contro le donne è quotidiano. Proprio oggi alcuni cittadini hanno trattenuto fino all’arrivo delle forze dell’ordine un uomo che per strada ha minacciato e aggredito la sua ex fidanzata. Non ci stanchiamo di ripetere che la violenza contro le donne è un problema di tutti e riguarda tutti e tutte, e gli uomini e le donne della Cgil di Roma e del Lazio non girano lo sguardo“.

10 dicembre 2020