Aborto: Cgil, diritto privacy donna è indiscutibile

“Rispetto per la scelta individuale e diritto ad autodeterminarsi nel compierla. Questo è il primo pensiero che suscita in noi la notizia apparsa sui social e rimbalzata sulla stampa della sepoltura di feti in una zona a loro dedicata, in un cimitero della Capitale sotto una croce riconducibile alla confessione cattolica, con le iniziali della donna che ha scelto di interrompere una gravidanza o ha dovuto interromperla per motivi terapeutici”. Lo dice la Cgil di Roma e del Lazio.

“Non vogliamo commentare i casi specifici, né prendere le parti di chi rimpalla la responsabilità del fatto tra ospedale e Ama. Un fatto di per se’ molto grave se avvenuto senza un consenso esplicito della donna, seppur facendo riferimento a un regolamento della polizia mortuaria del 1990 che addirittura si rifà a un regio decreto del ’39. Il diritto alla privacy della donna è indiscutibile. Sia che scelga una sepoltura del feto secondo il rito religioso che rispetti la sua confessione; sia che scelga di non essere riconducibile ‘visibilmente’ a quel feto sepolto”.

“Valutiamo positivamente che sia stata aperta un’istruttoria dal Garante della privacy e che ci siano due interrogazioni: una alla Regione Lazio e l’altra al presidente del Consiglio relative all’autodeterminazione e alla tutela della libertà di scelta della donna e al pieno rispetto della legge 194/1978 che uno Stato laico come il nostro ha il dovere di garantire”.

1 ottobre 2020