1° Maggio, Cgil di Roma e del Lazio: molteplicità delle iniziative è valore aggiunto

“Oggi in Italia e nel mondo si celebra la festa dei lavoratori. Una giornata di straordinaria attualità, dal momento che tante sono le criticità vissute nel mondo del lavoro: dalla progressiva riduzione dei redditi e salari al grave aumento degli infortuni mortali sul lavoro (+9% nel 2018), dato quest’ultimo che dimostra chiaramente come l’emergenza sicurezza nel nostro paese riguardi più che altro le condizioni di lavoro, sempre più insicure e precarie”. Lo dice la Cgil di Roma e del Lazio.

“In una giornata così importante il nostro pensiero va a Nishanth Bejjanki, il rider 22enne indiano, aggredito ieri sera a Roma nella zona di Torre Angela, cui esprimiamo vicinanza e solidarietà. Ma va anche a chi un lavoro non c’è l’ha, a chi è costretto a emigrare per cercarne uno dignitoso e soprattutto a chi, pur lavorando, viene sfruttato o sottopagato”.

“A Roma e nel Lazio, oltre al solito appuntamento del concertone a San Giovanni, sono state decine le iniziative che hanno visto il coinvolgimento delle strutture sindacali, come ad esempio “Lavoro…in corsa!”, l’ormai tradizionale maratona promossa dalla Fitel, nonché quelle organizzate nelle diverse province laziali. Siamo convinti che moltiplicare l’impegno di tutti in questa giornata sia il modo migliore per valorizzarne il senso, a maggior ragione nella difficile condizione politica e sociale in cui versa il paese. Per questo non ci interessano le polemiche, fuori luogo in una giornata così importante, che vorrebbero contrapporre i diversi eventi, anzi, siamo convinti la loro pluralità non sia altro che un valore aggiunto”.

Consideriamo dunque incomprensibile la decisione della Questura di Roma che ha negato l’autorizzazione allo svolgimento del concerto previsto per la serata di oggi all’Angelo Mai, storico spazio culturale della Capitale. Trasformare un giorno di festa e di mobilitazione in un’ennesima occasione per disporre misure restrittive della libertà di manifestazione e’ una scelta sbagliata, contraria al buon senso, nonché lesiva del diritto di celebrare una festa nazionale, patrimonio collettivo di una Repubblica, la nostra, fondata sul lavoro”.

“Il nostro auspicio e’ che tutti possano celebrare il primo maggio nel pieno rispetto delle norme e che le istituzioni favoriscano la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici a qualsiasi iniziativa voglia rimarcare la centralità del lavoro e dei diritti, così come previsto dal primo articolo della nostra Costituzione”.

1 maggio 2019